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Che succede a Kepler?

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Seri problemi al sistema di puntamento del satellite dedicato alla caccia di pianeti extrasolari sembrano mettere la parola fine alla missione. Sul tipo di guasto e sul rilevante contributo scientifico fornito da Kepler in questi anni abbiamo ascoltato rispettivamente Enrico Flamini (ASI) e Raffaele Gratton (INAF).

Ciao, Herschel!

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Dallo studio delle stelle in formazione alla scoperta di acqua in sistemi planetari extrasolari , è lunghissima la serie di successi ottenuti dal satellite ESA, che da oggi va in pensione. Anna Maria di Giorgio (INAF): “La comunità italiana ha partecipato con entusiasmo alla missione, contribuendo significativamente sia alla realizzazione degli strumenti che alla definizione e all’analisi scientifica dei più importanti programmi osservativi”.

Troppo vento, le stelle non si accendono

L'immagine, ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, mette in evidenza il disordinato, caotico alone di una galassia in piena attività di formazione stellare. Crediti: ESA, NASA, L. Calçada

Nelle galassie dove è in corso una nascita forsennata di nuove stelle, i venti da esse prodotti fanno sentire i loro effetti ben oltre i confini delle galassie, ionizzando il gas che le circonda. Con l’effetto di inibire la formazione di nuove stelle. Questi i risultati di un lavoro in corso di pubblicazione sulla rivista The Astrophysical Journal e guidato da ricercatori della Johns Hopkins University.

Un fabbrica di stelle all’alba dell’Universo

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Con l’aiuto di 12 telescopi orbitanti e terrestri, tra cui il Very Large Array, un gruppo di ricercatori si è spinto nell’Universo più profondo per studiare HFLS3, una galassia antichissima, che, poco dopo il Big Bang, ha visto la nascita di moltissime stelle massicce, golose di gas e polvere cosmica.

Care, vecchie stelle

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Old Stellar Populations: how to study the fossil record of galaxy formation è il titolo del libro realizzato da due astrofisici italiani, nati alla scuola astronomica teramo-romana. Il volume, edito da Wiley-VCH, L’opera, che si rivolge a studenti studenti universitari e a ricercatori, anche non specialisti nel campo, è recensita per l’occasione da Roberto Buonanno, Presidente della Società Astronomica Italiana e Direttore dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Teramo