Il ghiaccio lunare si scova con i lunamoti
Un nuovo studio pubblicato su Science Advances propone di usare le onde sismiche per individuare e mappare il ghiaccio d’acqua nascosto sotto la superficie della Luna. Sarebbe una risorsa essenziale per acqua, ossigeno e carburante degli astronauti che sbarcheranno sul satellite, e una testimonianza di come l’acqua sia stata trasportata nel Sistema solare primordiale
Come un occhio che si chiude
Quarto appuntamento del reportage sull’eclissi da La Coruña. Nelle ore immediatamente precedenti all’evento, fitte coltri di nuvole hanno riempito l’orizzonte occidentale della città. Ciononostante, l’eclissi è stata vista dalla spiaggia e dal lungomare cittadino da centinaia di migliaia di persone. Il racconto e le foto della nostra inviata
Eclissi totale, minuto per minuto
Da un volo speciale sull’Oceano Atlantico a tantissimi luoghi lungo la striscia di totalità che ha attraversato la Spagna – La Coruña, Burgos, Soria, Javalambre, Palma de Mallorca, Ibiza e molti altri – vi raccontiamo l’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 nelle parole e nelle immagini di ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica.
Entanglement verde
Per la prima volta sono stati prodotti fotoni entangled attraverso la luce solare. La ricerca, guidata dall’Università di Ottawa (Canada) e dal Max Planck Institute for the Science of Light (Germania) è stata pubblicata su Optica la scorsa settimana e apre le porte a un futuro ecologicamente più sostenibile per le tecnologie quantistiche
La playlist dell’eclissi
Come prepararsi all’imminente eclissi totale di Sole, se non con una playlist di canzoni a tema? Sono la colonna sonora di una passeggiata sul lungomare di La Coruña, da cui questa sera seguiremo il fenomeno. Trovate la lista completa delle canzoni nella terza puntata del reportage sull’eclissi dalla Galizia
Un prototipo di spettrografo alla prova dell’eclissi
Uno spettrografo innovativo per mappare più rapidamente la corona solare sarà testato durante l’eclissi totale del 12 agosto all’osservatorio di Javalambre, in Spagna. L’idea, sviluppata dall’Istituto nazionale di astrofisica insieme con l’Università di Firenze e il Cnr di Padova, potrà essere applicata a future missioni spaziali. Abbiamo intervistato il principal investigator, Federico Landini dell’Inaf di Torino






