SVELATI I MATTONI PRIMORDIALI DI ALTRI MONDI

Il ghiaccio sporco della cometa interstellare 3I/Atlas

Un nuovo studio condotto con il telescopio spaziale James Webb analizza i grani di ghiaccio nella chioma del terzo oggetto interstellare confermato. La combinazione tra ghiaccio d’acqua e polveri refrattarie rivela una parentela inaspettata con i corpi della Fascia di Kuiper e suggerisce un processo universale di formazione dei planetesimi

I RISULTATI SU SCIENTIFIC REPORTS

La vita non piovve dalle comete

Secondo uno studio guidato dall’Università di Cambridge è altamente improbabile che la vita sulla Terra sia arrivata dalle comete. Qualora fossero sopravvissute all’impatto, le molecole organiche non sarebbero durate sufficientemente a lungo per consentire le reazioni chimiche che precederebbero la nascita della vita. Più probabile è che le molecole organiche si siano formate tramite altri canali

STUDIO BASATO SU OSSERVAZIONI DI GALASSIE STARBURST VICINE

Reionizzazione: non supernove ma giovani stelle

Pare non siano stati i venti generati dalle supernove a favorire la reionizzazione dell’universo primordiale. Dati raccolti con Hubble mostrano infatti che le galassie con i venti più veloci lasciano sfuggire meno radiazione ionizzante. Secondo i risultati, pubblicati su Nature Astronomy, sarebbe la radiazione proveniente dalle stelle giovani a fuoriuscire prima delle esplosioni di supernova, e in maniera più efficace

PREFIGURA IL FUTURO DEL SISTEMA SOLARE

Nana bianca con due anelli

Arriva da un team di astronomi guidato da Nicola Gentile Fusillo dell’Università di Trieste la scoperta del primo disco di detriti doppio mai osservato attorno a una nana bianca: J1328−1450, una stella morta con corpi planetari. Il risultato, pubblicato ieri su Nature Astronomy, è stato ottenuto grazie allo spettroscopio X-shooter del Vlt dell’Eso

ALLO STUDIO HANNO PARTECIPATO ANCHE ALCUNI ASTRONOMI DELL’INAF

All’ombra del disco del buco nero

Più materia trangugia e più energia produce, meno appare luminoso. È un fenomeno apparentemente paradossale, quello osservato nei dintorni del sistema binario Maxi J0637−430. Ora un team guidato da Montserrat Armas Padilla dell’Instituto de Astrofísica de Canarias ha capito perché. L’enigma è svelato nell’ultimo numero di Nature Astronomy

IL SUO MATERIALE COSTITUTIVO POTREBBE PROVENIRE DA REGIONI PIÙ INTERNE

Nettuno non è un pianeta a km zero

Apparentemente mondi gemelli, è invece probabile che Urano e Nettuno siano piuttosto due “cugini” dalla storia diversa. È quanto emerge da un’analisi chimica del rapporto fra carbonio e ossigeno nelle loro atmosfere guidata da Tom Brian del Laboratorio di astrofisica di Marsiglia e da Olivier Mousis del Southwest Research Institute

RITRATTO A 161MILA ANNI LUCE

Album di famiglia per le stelle di N159

Nubi colorate, filamenti di gas e stelle in diverse fasi della loro formazione convivono nella nuova immagine di N159, una regione della Grande Nube di Magellano osservata da Jwst. Grazie alle osservazioni nel vicino infrarosso, gli astronomi hanno individuato anche stelle molto giovani e poco massicce, ricostruendo una storia di formazione stellare che sembra essersi sviluppata in momenti successivi