Grazie di tutto, Karl-Heinz
Venerdì 10 luglio 2026 è venuto a mancare Karl-Heinz Mack, primo ricercatore all’Istituto di radioastronomia dell’Inaf a Bologna, esperto di radiogalassie e getti relativistici nonché scienziato di riferimento nella tutela tecnologica dei radiotelescopi nazionali e nello sviluppo dei sistemi osservativi per i single dish del’Inaf. Lo ricordano oggi su Media Inaf studenti e colleghi
Quattro pianeti aridi e geologicamente morti
I quattro pianeti rocciosi della Stella di Barnard hanno masse comprese tra quelle di Marte e della Terra. A causa delle intense radiazioni stellari e di un’età di dieci miliardi di anni, questi mondi hanno perso la loro atmosfera primordiale e non avrebbero calore sufficiente per attivare il vulcanismo. I pianeti della Stella di Barnard sarebbero quindi corpi geologicamente morti, aridi e privi di aria
Hillsborough, meteorite da un mondo primordiale
È una rara condrite appartenente a una categoria intermedia tra i tipi petrografici CM1 e CM2. Friabile e molto porosa, custodisce un ricco campionario di composti organici, amminoacidi compresi. È l’identikit della meteorite caduta due anni fa a Hillsborough, nel New Jersey. Corpi primitivi di questo tipo potrebbero aver svolto un ruolo cruciale nella sintesi e nel trasporto dei mattoni della vita
Ai confini del campo magnetico di Abell 2255
Roccioso, in zona abitabile e con atmosfera
Rilevata per la prima volta la presenza di un’atmosfera attorno a un esopianeta roccioso – Lhs 1140b, un pianeta simile alla Terra a circa 48 anni luce da noi – in orbita nella zona abitabile della sua stella. La scoperta, guidata dalla Harvard University e pubblicata oggi su Science, segna una tappa fondamentale nella ricerca della vita su pianeti al di fuori del Sistema solare
Tempeste solari: stiamo sottostimando i rischi?
Analizzando oltre un milione di misurazioni del vento solare, un team di ricercatori ha scoperto che i modelli attuali potrebbero sottostimare l’intensità delle tempeste geomagnetiche più estreme. Contrariamente a quanto ritenuto, la risposta della Terra alle tempeste solari potrebbe non avere un limite superiore. I risultati oggi su Nature






