ALLO STUDIO HANNO PRESO PARTE ANCHE RICERCATORI DELL’INAF

Il mondo più giovane? È l’esopianeta Elias 2-24 b

Un pianeta di appena un milione di anni in un sistema che potrebbe aiutarci a comprendere le prime fasi di vita del nostro Sistema solare. Elias 2-24 b è stato confermato all’interno di una lacuna del disco protoplanetario che circonda una stella di massa poco inferiore a quella del Sole. Lo studio, pubblicato su ApJL, apre una nuova finestra sui tempi e sui processi della formazione planetaria

TRENT’ANNI DI ASTRONOMIA ITALIANA ALLE CANARIE

Il Tng festeggia il suo 30esimo anniversario

Inaugurato il 29 giugno 1996, il Telescopio nazionale Galileo – il principale telescopio ottico della comunità astronomica italiana – celebra a La Palma (Isole Canarie) dal 22 al 24 settembre il suo trentennale. Roberto Ragazzoni (presidente Inaf): «Il Tng ha formato e continua a formare una nuova generazione di ricercatori abituata a guardare oltre ogni confine»

ATTIVI IN ORBITA CI SONO FERMI, EINSTEIN PROBE E SVOM

Studiare i Grb senza Swift e senza Theseus

Con l’ormai imminente e inevitabile disintegrazione in atmosfera di Swift e con la notizia della mancata selezione di Theseus, le prospettive a breve e medio termine per l’osservazione dei lampi di raggi gamma dallo spazio hanno subito un “uno-due” non indifferente. Su quali alternative può contare chi si occupa di Grb? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Ghirlanda, astrofisico all’Inaf di Brera

MENO MATERIA, NUOVI GETTI

Buchi neri, quando le dimensioni non contano

Dai buchi neri di massa stellare a quelli supermassicci, la formazione dei getti sembra seguire la stessa regola. Uno studio pubblicato su Nature Astronomy individua una soglia critica nel tasso di accrescimento che potrebbe spiegare perché alcuni buchi neri tornino a espellere materia anche mesi o anni dopo aver distrutto una stella

IL RISULTATO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Ammassi globulari: enigma sciolto alla luce del Sole

Non due differenti generazioni di stelle, bensì due famiglie di stelle nate dalla stessa nube molecolare ma con diverso livello di attività magnetica. Secondo un nuovo studio sugli ammassi globulari guidato dall’Inaf di Padova, sarebbe il magnetismo a determinare le diverse proprietà chimiche osservate delle stelle. L’intuizione è arrivata osservando il ciclo solare

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Atmosfere impossibili? Non per i mondi di lava

Recenti osservazioni del Jwst hanno messo in dubbio il modello “cosmic shoreline”, che ci dice fino a che distanza dalla propria stella possono orbitare i pianeti rocciosi senza perdere l’atmosfera. Nuovi dati hanno rivelato l’esistenza di esopianeti di lava con spesse atmosfere di gas volatili nella zona dove la radiazione stellare dovrebbe provocare un’intensa perdita di gas atmosferico

IL PROGETTO HA RICEVUTO DALL’INAF UN FINANZIAMENTO DI 125MILA EURO

Le stelle di Cassiopea nella prima luce di Ekarus

È operativo al telescopio Copernico dell’Inaf, ad Asiago, il primo strumento di ottica adattiva montato su un telescopio sul suolo italiano. Si chiama Ekarus, è dotato di 450 attuatori che riescono a deformare lo specchio mille volte al secondo, e già alle prime osservazioni ha consentito un guadagno di risoluzione di 10-20 volte rispetto all’immagine del telescopio