LA SCOPERTA GRAZIE ALLE OSSERVAZIONI DEL TELESCOPIO SPAZIALE JAMES WEBB

Eppur non ruota

La galassia primordiale Xmm-Vid1-2075 non ruota, sfidando i modelli attuali dell’evoluzione galattica. Nonostante risalga a quando l’universo aveva meno di due miliardi di anni, questo oggetto massiccio mostra una dinamica tipiche delle galassie più mature e lente, probabilmente a causa di una singola collisione con un’altra galassia che ne ha annullato il movimento rotatorio originario

DURANTE IL 67ESIMO CONGRESSO ANNUALE ALL’AQUILA

Annunciati i vincitori dei premi Sait 2026

A Vittoria Vecchiotti (ricercatrice all’Inaf di Arcetri) è stato assegnato il premio “Giovanni Bignami”, a Cosimo Marconcini (Università di Firenze) il premio “Pietro Tacchini”, a Giovanni Isopi (Università La Sapienza di Roma) il premio “Guido Horn D’Arturo” e a Fabrizio Cogato (ricercatore all’Inaf di Bologna) il premio “Giuseppe Lorenzoni”. Menzioni speciali per Rossella Anania, Alice Dottori e Silvia Micheli

OSSERVATI IN QUATTRO GALASSIE VICINE E IN DIVERSE FASI EVOLUTIVE

Maggiore è la loro massa, prima vengono alla luce

Gli ammassi stellari più massicci emergono più rapidamente dalle nubi in cui nascono, spazzando via il gas e inondando la galassia di luce ultravioletta. Il risultato arriva dall’analisi delle immagini di novemila ammassi ottenute con Webb e Hubble. La scoperta, pubblicata ieri su Nature Astronomy, è di un team guidato da Alex Pedrini e Angela Adamo dell’Università di Stoccolma e dell’Oskar Klein Centre svedese

FRA I SITI MIGLIORI IL CRATERE HAWORTH

Dove si accumula il ghiaccio sulla Luna

Un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy suggerisce che il ghiaccio si accumula sulla Luna da 1,5 miliardi di anni, e rivela i luoghi più promettenti in cui trovarlo. Il cratere Haworth (quello con la maggiore copertura di ghiaccio prevista) ha agito come un’efficiente trappola di ghiaccio per miliardi di anni ed è stato quindi identificato come obiettivo primario per future missioni di atterraggio

UNA CONFERMA POTREBBE ARRIVARE DALLE PROSSIME MISSIONI SU VENERE

Per la vita potrebbe servire più acqua del previsto

Uno studio pubblicato su The Planetary Science Journal suggerisce che un esopianeta con caratteristiche simili a quelle della Terra abbia bisogno di una quantità d’acqua almeno tra il 20 e il 50 per cento di quella presente negli oceani terrestri per poter sostenere la vita. Non è sufficiente che si trovi all’interno della zona abitabile della propria stella. Ciò è legato al funzionamento del ciclo geologico del carbonio

DESTINATO A PERDERLA ENTRO MILLE ANNI, A MENO CHE NON VENGA ALIMENTATA

Transnettuniano con atmosfera da non crederci

Sfruttando un’occultazione, un team di astronomi e astrofili giapponesi ha scoperto che l’oggetto transnettuniano (612533) 2002 XV93 è avvolto da un’atmosfera, per quanto rarefatta. Un risultato sorprendente: è un oggetto talmente piccolo che non dovrebbe riuscire a mantenere un’atmosfera stabile, il che solleva interrogativi su quando e come si sia formata. Lo studio è pubblicato su Nature Astronomy

PUBBLICATO SU NATURE UNO STUDIO SULLA LORO RIGIDITÀ MAGNETICA

Là dove i raggi cosmici s’inginocchiano

Attraverso i dati raccolti dalla missione spaziale cinese Dampe, un team di ricerca internazionale del quale fanno parte anche l’Università di Ginevra, l’Infn e il Gssi ha potuto confermare per la prima volta che una caratteristica fondamentale nello spettro dei raggi cosmici – una diminuzione più ripida attorno a 15 teravolt – è legata alla carica elettrica delle particelle coinvolte e indipendente dalla loro massa