DESI MISURA I REDSHIFT DI OLTRE 7.5 MILIONI DI GALASSIE
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La mappa 3D dell’universo più grande di sempre

Terminati i primi sette mesi della sua survey, Desi ci regala la mappa dell’universo più grande e dettagliata di sempre, nella quale sono presenti oltre 7.5 milioni di galassie. Entro la fine della missione, nel 2026, si prevede che il catalogo di Desi avrà oltre 35 milioni di galassie, permettendo un’enorme varietà di ricerche nel campo della cosmologica e dell’astrofisica

LA CANDIDA CANDIDATA LUNA SI CHIAMA KEPLER 1708B-I
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Esoluna nuova

Se confermata, sarebbe una luna enorme, in orbita attorno a un gigante gassoso a 5500 anni luce dalla Terra, in direzione delle costellazioni del Cigno e della Lira. Per ora la sua presenza è stata dedotta dalle irregolarità di due transiti, osservati con il telescopio spaziale Kepler dal team di cercatori di esolune guidato da David Kipping della Columbia University. Il risultato è riportato su Nature Astronomy

I FLARE SONO DA 10 A 100 VOLTE PIÙ LUMINOSI DEI SEGNALI OSSERVATI NORMALMENTE
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L’imprevedibilità di Sagittarius A*

Utilizzando 15 anni di dati del satellite Swift della Nasa, un team internazionale di ricercatori – di cui fa parte Gabriele Ponti di Inaf – ha scoperto che la controparte radiativa del buco nero al centro della nostra galassia, Sagittarius A*, manifesta flare irregolari sia su scala giornaliera che su scale temporali più lunghe. A oggi, il motivo di queste emissioni non è ancora ben compreso. Tutti i dettagli su Mnras

CERCHERÀ MONDI IN ZONA ABITABILE ATTORNO A STELLE SIMILI AL SOLE
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Passa l’esame dell’Esa il cacciatore di pianeti Plato

Con il superamento della Critical Milestone Review, la missione Plato dell’Esa ha ricevuto il via libera a completare il processo di costruzione del satellite e del payload. Luca Valenziano (Inaf): «Il traguardo intermedio raggiunto con questa milestone ci rende orgogliosi e fiduciosi per l’impegnativa fase di costruzione degli strumenti, che vedrà i ricercatori italiani in prima fila in quasi ogni ambito di questa complessa, ambiziosa missione»

NELL’OCCHIO DI JWST, ELT, EUCLID E DEL NANCY ROMAN TELESCOPE
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Galassie nane, è la vostra stagione

Sono le più piccole, e anche le più antiche: le prime a essersi formate nell’universo. Cosa sappiamo di questi agglomerati di stelle tanto dimessi quanto influenti per l’evoluzione del cosmo? E cosa invece rimane da scoprire? Ospitiamo un editoriale sull’argomento scritto da Francesca Annibali e Monica Tosi, astrofisiche all’Inaf di Bologna e autrici di una review pubblicata ieri su Nature Astronomy, che sta dedicando alle galassie nane una collezione di articoli

QUELLE DI ALH 84001 SONO ASCRIVIBILI A PROCESSI NON BIOLOGICI
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All’origine delle molecole organiche marziane

Un team di scienziati guidati dalla Carnegie Institution For Science ha condotto nuove analisi composizionali sul più antico sasso marziano presente sulla Terra – la meteorite di Allan Hills – con lo scopo di determinare l’origine biologica o meno del materiale organico presente. Le indagini hanno rivelato la firma di due processi di natura geochimica caratterizzati da reazioni acqua-roccia simili a quelle che avvengono sulla Terra. Tutti i dettagli su Science

SIAMO DENTRO A UNA BOLLA GRANDE MILLE ANNI LUCE
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Il vuoto che fa nascere nuove stelle

L’espansione della Local Bubble, la bolla “vuota” all’interno della quale si trovano la Terra e il Sistema solare, avrebbe indotto la formazione di tutte le giovani stelle più vicine. Lo dice un nuovo studio pubblicato su Nature