NUOVA ANALISI DELLE IMMAGINI MESSENGER

Mercurio si sta ancora restringendo

Mercurio, un pianeta in via di restringimento. Crediti: NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington/USGS/Arizona State University

Prima di esaurire il carburante e schiantarsi su Mercurio un anno e mezzo fa, la sonda MESSENGER ha scattato per diversi mesi foto ravvicinate della superficie. In queste immagini sono ora state individuate delle piccole “rughe” sul volto del piccolo pianeta, probabile sintomo di una attività tettonica molto recente   Leggi tutto »

SCOPERTA NELL’ARCHIVIO XMM-NEWTON

Una pulsar ultraluminosa

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NGC 7793 P13 è la seconda pulsar ultraluminosa ad essere scoperta nella banda dei raggi X, e grazie all’analisi sistematica dei dati raccolti dalla camera EPIC a bordo di XMM-Newton sappiamo anche che è quella che ruota più rapidamente di tutte: compie una rotazione completa ogni 0.42 secondi. Alla guida del team che ha effettuato la scoperta, GianLuca Israel dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma   Leggi tutto »

LA LUNA DI GIOVE OSSERVATA DA HUBBLE

Getti di vapor d’acqua su Europa: è confermato

This composite image includes data from Hubble’s Space Telescope Imaging Spectrograph, which shows suspected plumes of water vapor erupting at the 7 o'clock position off the limb of Jupiter's moon Europa. The image of Europa, superimposed on the Hubble data, is assembled from data from the Galileo and Voyager missions.

Object Name: Europa

Image Type: Astronomical/Annotated

Credit: NASA, ESA, W. Sparks (STScI), the USGS Astrogeology Science Center, and Z. Levay (STScI)

Arriverebbero a 200 km di altezza i giganteschi e potenti geyser che partono dalla luna gioviana. Grazie al telescopio di NASA/ESA/ASI, i ricercatori hanno potuto confermare quanto scoperto nel 2012, rafforzando l'ipotesi di condizioni adatte alla vita sotto la superficie ghiacciata del quarto satellite naturale di Giove. Il commento di Giuseppe Piccioni (INAF)   Leggi tutto »

DALL’ANALISI DEI DATI LAMOST-KEPLER

Agli esopianeti piace il girotondo

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La prevalenza di orbite circolari tra tutti i pianeti identificati da Kepler potrebbe implicare che nella Via Lattea il nostro sistema planetario non sia poi così atipico. È quanto emerge da uno studio di 698 esopianeti che sono stati analizzati mediante il telescopio cinese LAMOST allo scopo di misurare l’eccentricità delle orbite. I risultati, pubblicati su PNAS, potrebbero avere implicazioni importanti per la formazione e l’evoluzione dei pianeti   Leggi tutto »

NOVA SAGITTARII N° 2

La super fabbrica di Berillio e Litio

L’esplosione di una nova nel rendering di un artista. Crediti: K. Ulaczyk / Warsaw University Observatory.

Un team di ricercatori a guida INAF ha scoperto nel materiale espulso dalla stella Nova Sagittarii n° 2 una eccezionale abbondanza di Berillio-7, un elemento instabile che decade e si trasforma in Litio-7. Poiché il berillio osservato deve produrre una equivalente abbondanza di Litio-7, milioni di volte più elevata di quello presente nel materiale che compone il nostro Sole, le Novae diventano così le più accreditate sorgenti del Litio presente nella Via Lattea   Leggi tutto »

LA MISSIONE ROSETTA VERSO IL GRAN FINALE

Chury, la cometa delle sorprese

La cometa 67P. Crediti: Centre: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; Insets: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; Fornasier et al. (2015); ESA/Rosetta/MPS for COSIMA Team MPS/CSNSM/UNIBW/TUORLA/IWF/IAS/ESA/BUW/MPE/LPC2E/LCM/FMI/UTU/LISA/UOFC/vH&S; Langevin et al. (2016)

Le settimane che hanno preceduto il suo arrivo attorno alla cometa, nell'agosto 2014, avevano già preannunciato che Rosetta sarebbe stata una missione storica e unica e che 67P non era di certo una cometa ordinaria. Dopo oltre due anni passati a braccetto con la cometa, gli scienziati che lavorano con Rosetta si trovano a fare il punto su questa lunga e avvincente missione. Lo studio guidato da Marco Fulle, ricercatore INAF dell'Osservatorio Astronomico di Trieste   Leggi tutto »

ECCO LA FINE DI UNA STELLA SIMILE AL SOLE

Un variopinto addio col botto

Ecco il gran finale di una stella simile al nostro Sole: la nebulosa NGC 2440. La nana bianca al centro di NGC 2440 è una delle più calde ad oggi note.

Il Telescopio Spaziale Hubble ci regala un’altra bellissima immagine dallo spazio: la nebulosa NGC 2440, ovvero ciò che rimane di una stella simile al nostro Sole che sta morendo. Il materiale espulso dalla stella è illuminato con colori differenti in ragione della sua composizione, della densità e della distanza dalla stella calda centrale. Il blu evidenzia l’elio, il blu-verde l’ossigeno e il rosso azoto e idrogeno. Niente paura però: perché anche il Sole arrivi a questo stadio ci vorranno altri 5 miliardi di anni   Leggi tutto »