DALL’ANALISI DEI DATI LAMOST-KEPLER

Agli esopianeti piace il girotondo

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La prevalenza di orbite circolari tra tutti i pianeti identificati da Kepler potrebbe implicare che nella Via Lattea il nostro sistema planetario non sia poi così atipico. È quanto emerge da uno studio di 698 esopianeti che sono stati analizzati mediante il telescopio cinese LAMOST allo scopo di misurare l’eccentricità delle orbite. I risultati, pubblicati su PNAS, potrebbero avere implicazioni importanti per la formazione e l’evoluzione dei pianeti   Leggi tutto »

NOVA SAGITTARII N° 2

La super fabbrica di Berillio e Litio

L’esplosione di una nova nel rendering di un artista. Crediti: K. Ulaczyk / Warsaw University Observatory.

Un team di ricercatori a guida INAF ha scoperto nel materiale espulso dalla stella Nova Sagittarii n° 2 una eccezionale abbondanza di Berillio-7, un elemento instabile che decade e si trasforma in Litio-7. Poiché il berillio osservato deve produrre una equivalente abbondanza di Litio-7, milioni di volte più elevata di quello presente nel materiale che compone il nostro Sole, le Novae diventano così le più accreditate sorgenti del Litio presente nella Via Lattea   Leggi tutto »

LA MISSIONE ROSETTA VERSO IL GRAN FINALE

Chury, la cometa delle sorprese

La cometa 67P. Crediti: Centre: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; Insets: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; Fornasier et al. (2015); ESA/Rosetta/MPS for COSIMA Team MPS/CSNSM/UNIBW/TUORLA/IWF/IAS/ESA/BUW/MPE/LPC2E/LCM/FMI/UTU/LISA/UOFC/vH&S; Langevin et al. (2016)

Le settimane che hanno preceduto il suo arrivo attorno alla cometa, nell'agosto 2014, avevano già preannunciato che Rosetta sarebbe stata una missione storica e unica e che 67P non era di certo una cometa ordinaria. Dopo oltre due anni passati a braccetto con la cometa, gli scienziati che lavorano con Rosetta si trovano a fare il punto su questa lunga e avvincente missione. Lo studio guidato da Marco Fulle, ricercatore INAF dell'Osservatorio Astronomico di Trieste   Leggi tutto »

ECCO LA FINE DI UNA STELLA SIMILE AL SOLE

Un variopinto addio col botto

Ecco il gran finale di una stella simile al nostro Sole: la nebulosa NGC 2440. La nana bianca al centro di NGC 2440 è una delle più calde ad oggi note.

Il Telescopio Spaziale Hubble ci regala un’altra bellissima immagine dallo spazio: la nebulosa NGC 2440, ovvero ciò che rimane di una stella simile al nostro Sole che sta morendo. Il materiale espulso dalla stella è illuminato con colori differenti in ragione della sua composizione, della densità e della distanza dalla stella calda centrale. Il blu evidenzia l’elio, il blu-verde l’ossigeno e il rosso azoto e idrogeno. Niente paura però: perché anche il Sole arrivi a questo stadio ci vorranno altri 5 miliardi di anni   Leggi tutto »

LA PARTENZA DOMANI DAL PORTO DI LARNACA

Salpa “Astrofisica su Mediterranea”

La protagonista del Progetto, Mediterranea, Mikado ketch di 18 metri armato a cutter in navigazione nel mar Mediterraneo, dalla primavera 2014 quando è salpato dal porto di San Benedetto del Tronto per un lungo viaggio di 5 anni, per circa 20.000 miglia in tutto il Mediterraneo.
Crediti: Progetto Mediterranea.

E due. Ci è piaciuto talmente tanto che lo abbiamo rifatto. Domani dal porto di Larnaca, nell'isola di Cipro, partirà l'equipaggio di “Astrofisica su Mediterranea” per la seconda edizione di questo progetto, che l'INAF finanzia e realizza con la collaborazione del CIFS e del Progetto Mediterranea. Per i 5 studenti universitari selezionati quest'anno, sarà un'opportunità per coniugare l’avventura della scoperta del cosmo con quella dell’esplorazione dei mari   Leggi tutto »

MACRONOVE ASSOCIATE A LAMPI GAMMA CORTI

La coppia che scoppia produce oro

Questa sequenza illustra il passaggio dal lampo gamma breve all’esplosione di macronova: una coppia di stelle di neutroni in reciproca orbita si scontrano, espellendo materiale altamente radioattivo; il materiale si riscalda e si espande, emettendo un impulso luminoso chiamato macronova. Il lampo gamma dura appena un decimo di secondo, ma è 100 miliardi di volte più luminoso della macronova. Credit: NASA, ESA, A. Field (STScI)

Due interessanti implicazioni di un nuovo studio su Nature Communication: le fusioni di oggetti compatti, come stelle di neutroni o buchi neri, producono la maggior parte dell’oro e di altri metalli pesanti rari; oltre alle onde gravitazionali, i “merger” di stelle di neutroni danno origine a esplosioni di macronova, visibili con i telescopi ottici. Tra gli autori, Stefano Covino e Paolo D’Avanzo dell’INAF   Leggi tutto »