PRIMA LUCE PER DESI, UN TELESCOPIO PER L’ENERGIA OSCURA

Aperti 5000 occhi per mappare l‘universo in 3D

Lo scorso 22 ottobre Desi, il Dark Energy Spectroscopic Instrument, ha rivolto i suoi 5000 occhi robotici in fibra ottica verso il cielo notturno, per catturare le prime immagini della luce proveniente dalla galassia del Triangolo e farne gli spettri. È stato il primo test dello strumento integrato, che sarà in grado di misurare la distanza di 35 milioni di galassie e 2.4 milioni di quasar

LO STUDIO SU PHYSICAL REVIEW LETTERS

C’era una volta, prima del Big Bang…

Un team di fisici ha simulato ciò che è avvenuto durante il “reheating”, la fase di transizione dall’inflazione cosmica alla zuppa primordiale di quark, antiquark e gluoni del Big Bang inteso come picco di densità e temperatura elevatissime

NUCLEI GALATTICI INTERAGENTI E GIOVANI STELLE BLU

Ed è subito Halloween

Il telescopio spaziale Hubble ha immortalato una scena apocalittica: la collisione frontale tra due galassie. Un’istantanea che sembra evocare i lineamenti d’un volto spettrale

FRA GLI AUTORI, ANTONINO MARASCO DELL’INAF DI ARCETRI

La misteriosa origine delle galassie ultra-diffuse

L’analisi della curva di rotazione delle galassie ultra-diffuse suggerisce la presenza di una frazione molto elevata di materia ordinaria rispetto a quella oscura, che sembra quasi essere del tutto assente nelle regioni interne di questo tipo di galassie. I risultati in uno studio pubblicato su ApJ

ECHI CORONALI INNESCATI DA VIOLENTE RICONNESSIONI MAGNETICHE

Ai piedi delle arcate magnetiche del Sole

Osservate nell’estremo ultravioletto, con il Solar Dynamics Observatory della Nasa, pulsazioni quasi periodiche di grande ampiezza che riscaldano e illuminano gli archi coronali. Lo studio, guidato da Fabio Reale dell’Università e dell’Inaf di Palermo, è pubblicato su The Astrophysical Journal

OSSERVAZIONI CONDOTTE CON IL TELESCOPIO CHANDRA

La pulsar si “spegne” e appare una nebulosa

Un team di scienziati guidato da Andrea Belfiore dell’Inaf, e che vede tra i suoi membri molti altri appartenenti allo stesso Istituto, ha studiato la pulsar X ultraluminosa Ngc 5907 Ulx-1, la più estrema a noi nota. Attorno alla pulsar è stata osservata una nebulosa che, oltre a rappresentare il primo oggetto di una nuova classe di sorgenti X, fornisce preziose informazioni sul sistema di Ulx-1 e sulle pulsar ultraluminose in generale. L’articolo è stato pubblicato su Nature Astronomy

SAREBBERO SUFFICIENTI ROCCE INSTABILI E FRAMMENTATE

Frane su Marte, il ghiaccio non serve

Un nuovo studio, condotto dall’Ucl utilizzando le immagini scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, ha dimostrato che le creste giganti presenti sulla superficie delle frane marziane potrebbero essersi formate senza l’intervento del ghiaccio. Tra i ricercatori coinvolti, l’italiana Giulia Magnarini e Harrison Schmitt, l’astronauta dell’Apollo 17. Tutti i dettagli su Nature Communications