TUTTI I DETTAGLI SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Pensavo fosse una stella, invece era un abbaglio

Studiando, per la prima volta in maniera sistematica, i brevi lampi di luce provenienti da satelliti in orbita intorno alla Terra, un gruppo di ricercatori ha calcolato la frequenza di questi flash che possono risultare indistinguibili dalle stelle e quindi contribuire come “falsi positivi” nelle survey del cielo. I nuovi risultati potranno contribuire a rendere più accurati i dati astronomici raccolti in futuro

L’INIZIATIVA DELLA NASA CON IL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE

Ullyses, un riferimento tra le stelle

Ullyses è un programma di osservazione del telescopio spaziale Hubble che prevede l’osservazione in luce ultravioletta di oltre 300 stelle, al fine di produrre una libreria di modelli spettrali di giovani stelle di piccola massa, localizzate in otto regioni di formazione stellare nella Via Lattea, e di stelle mature di grande massa, localizzate in diverse galassie nane vicine, comprese le Nubi di Magellano

L’ARTICOLO È PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Messa a punto una “bilancia” per pesare i buchi neri

Uno studio internazionale guidato da Elena Dalla Bontà dell’Università di Padova, associata Inaf, ha permesso di trovare una formula empirica per determinare la massa dei buchi neri al centro delle galassie attive attraverso una singola misura della larghezza e luminosità delle righe di emissione prodotte dal gas riscaldato e ionizzato dalla radiazione ultravioletta vicino al buco nero

LAVORERANNO INSIEME PER SCOPRIRE L’ORIGINE DEI LAMPI RADIO VELOCI

Al Green Bank Observatory una spalla per Chime

Grazie a una sovvenzione del National Science Foundation, il Green Bank Observatory (Usa) sarà presto dotato di un nuovo radiotelescopio che affiancherà Chime per individuare le coordinate di provenienza e svelare definitivamente la natura degli effimeri ed enigmatici lampi radio veloci attraverso l’interferometria a lunghissima base

CON IL COMMENTO DI ROBERTO RAGAZZONI (INAF)

Cheops scansa un detrito spaziale cinese

Frammenti di missioni spaziali – razzi, strumenti, satelliti – del passato sono intrappolati in orbita intorno alla Terra, e rappresentano vere e proprie mine vaganti da scansare per le missioni attualmente operative. Lo scorso primo ottobre l’ufficio dell’Esa deputato al monitoraggio dei detriti spaziali ha lanciato il primo allarme per il telescopio spaziale Cheops. Nonostante il preavviso ridotto rispetto alle operazioni routinarie di aggiustamento delle orbite gestite da Esa, la manovra è stata eseguita con successo, con uno spreco di carburante irrisorio e solo una notte osservativa perduta

SOTTO LA MEDIA LE PUBBLICAZIONI SU ARXIV DELLE ASTRONOME IN ITALIA

Lockdown e ricerca: è una questione di genere

Il lockdown in vigore in molti paesi del mondo nei primi mesi del 2020 ha cambiato radicalmente il modo di lavorare nella ricerca, ma sono spesso le ricercatrici a pagare il prezzo più alto, con il carico aggiuntivo di lavoro domestico e di cura che si riversa in misura maggiore sulle donne. Un’analisi apparsa su Nature Astronomy mostra come, al calo generale di articoli “preprint” pubblicati dalla comunità astronomica italiana nel primo semestre di quest’anno, corrisponda una diminuzione solo per quanto riguarda gli articoli con una ricercatrice come prima autrice. Media Inaf ha intervistato Laura Inno dell’Università Parthenope, prima autrice della lettera

LA FUSIONE VENNE RIVELATA IL 14 AGOSTO 2019 DAGLI INTERFEROMETRI DI LIGO/VIRGO

Buco nero e stella di neutroni: niente tracce visibili

Un team di ricercatori guidati dall’Istituto nazionale di astrofisica ha condotto una campagna osservativa per dare la caccia alla controparte elettromagnetica dell’evento gravitazionale Gw 190814 – prodotto da una fusione tra una stella di neutroni di 2,6 masse solari e un buco nero di 23 masse solari. Nessuna controparte visibile è stata finora rilevata