PRESENTATI I PRIMI RISULTATI AL MEETING DELLA ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Tête-à-tête con la coda della cometa Atlas

Il telescopio spaziale Solar Orbiter ha incrociato la cometa C/2019 Y4 (Atlas) nei primi di giugno del 2020, studiandola in dettaglio con quattro dei suoi dieci strumenti per comprendere i meccanismi di formazione della sua coda ionica prima che andasse completamente distrutta. I risultati di quell’incontro mostrano come l’interazione del vento solare con il corpo celeste forgi questo tipo di coda. Tra i ricercatori coinvolti nello studio, in uscita su A&A, c’è il fisico solare Lorenzo Matteini, ricercatore all’Imperial College di Londra e associato Inaf. Lo abbiamo intervistato

NUOVA TECNICA DI CALIBRAZIONE CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Osservare il Sole con l’aiuto del machine learning

Un gruppo di ricercatori ha utilizzato tecniche di intelligenza artificiale per calibrare alcune delle immagini del Sole ottenute con lo strumento Atmospheric Imagery Assembly a bordo del Solar Dynamics Observatory della Nasa, contribuendo a migliorare i dati che gli scienziati utilizzano per la ricerca solare. Tutti i dettagli su Astronomy & Astrophysics

RIVELATA PER LA PRIMA VOLTA EMISSIONE DI SUPERNOVA ASSOCIATA A UNO SHORT GRB

Lampi gamma: la durata non è tutto

La scoperta di emissione di supernova associata al gamma-ray burst breve Grb 200826A sembra contraddire gli attuali scenari sull’origine di questi fenomeni estremi. Ma quanto possiamo fare davvero affidamento sulla durata osservata per individuare il progenitore di un Grb? Ospitiamo un editoriale sull’argomento di Lorenzo Amati, dirigente di ricerca all’Inaf di Bologna autore di un articolo “News & Views” pubblicato oggi sullo stesso numero di Nature Astronomy che riporta la scoperta

INTERVISTA ALL’ASTROFISICO DAVIDE GEROSA

Fusioni gerarchiche di buchi neri

Mentre la maggior parte degli eventi di fusione fra oggetti estremi rilevati da Ligo e Virgo è prodotta da buchi neri cosiddetti “di prima generazione” formati dal collasso di stelle, altri potrebbero invece essere di seconda (o terza) generazione, in cui uno degli oggetti che fonde proviene già da una (o più) precedente fusione fra buchi neri. Un articolo pubblicato oggi su Nature Astronomy passa in rassegna tutti i risultati teorici, i modelli e gli eventi di onde gravitazionali rilevati e provenienti da fusioni gerarchiche di buchi neri di massa stellare

A 270 MILIONI DI ANNI LUCE DALLA TERRA, NELLA COSTELLAZIONE DEL SAGITTARIO

Quartetto di galassie per il Vst

Arriva da uno studio guidato da Rossella Ragusa dell’Inaf di Napoli, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, l’immagine della settimana dello European Southern Observatory. Si tratta del gruppo di galassie Hcg 86 immortalato dal Vlt Survey Telescope, uno strumento anch’esso “made in Napoli”

STUDIO FIRMATO DA RICERCATORI DELL’AUSTRIA, DELLA RUSSIA E DEL BELGIO

Un secolo e mezzo di macchie solari

Un nuovo catalogo delle macchie solari ricostruisce la storia dell’attività della nostra stella dal 1874 al 2020 e aiuta a formulare previsioni sul meteo spaziale. Pubblicato su Astronomy & Astrophysics., conferma come l’attività solare si comprenda meglio se considerata come un’interazione tra le attività negli emisferi nord e sud considerati separatamente

È DELLA ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY, PRIMO NUMERO FRA UN ANNO

Tecnologie per l’astrofisica: c’è una nuova rivista

La Royal Astronomical Society ha annunciato l’uscita di una sua nuova rivista, Ras Techniques and Instruments, che opererà secondo il modello gold open access e tratterà argomenti di astronomia e geofisica che copriranno aspetti legati alla strumentazione, data science, machine learning, software, metodi numerici e statistici. L’uscita del primo numero è prevista per la primavera del 2022