IN UNA PERFETTA POSA DI TRE QUARTI

L’ultimo ritratto di Saturno

Il telescopio spaziale Hubble torna periodicamente a riprendere Saturno per coglierne i cambiamenti atmosferici. E le immagini, come in questo caso, non deludono mai

CI ARRIVANO DA 4500 ANNI LUCE DI DISTANZA

Quei lampi che non ti aspetti dalla pulsar

Per la prima volta, un team di ricercatori guidato da Alessandro Papitto dell’Inaf ha osservato l’emissione contemporanea di impulsi di luce visibile e raggi X proveniente da una pulsar in rapidissima rotazione

FRA GIAPPONE E ITALIA

Caccia alla materia strana

Dopo l’esperimento E15 che ha dato ottimi risultati all’acceleratore J-Parc in Giappone con la rilevazione di uno stato legato nucleare con “stranezza”, ai Laboratori nazionali di Frascati si dà la caccia a uno stato atomico in cui un kaone con carica negativa si lega con un nucleo di carica positiva generando un atomo esotico – l’atomo kaonico. Il commento di Catalina Curceanu dell’Infn, prima autrice di uno studio in proposito su Reviews of Modern Physics

LA RISPOSTA NEI DATI DEL SATELLITE GAIA DELL’ESA

Risolto il giallo della dicotomia di Oosterhoff

Ha tenuto impegnati gli astronomi per oltre ottant’anni. Ora, grazie al più grande catalogo in assoluto di RR Lyrae – con misure spettroscopiche della metallicità per quasi 3000 stelle – un team di astronomi guidato da Michele Fabrizio, ricercatore postdoc all’Inaf di Roma e a Ssdc-Asi, è venuto a capo del problema

ALL’UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA

Due ore nello spazio con “Walking on the Moon”

Dal 23 settembre al 19 dicembre, a Milano, una mostra per celebrare il cinquantesimo anniversario dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, organizzata dalla Bicocca in collaborazione con la Statale, il Politecnico e l’Istituto nazionale di astrofisica

OLTRE IL MODELLO STANDARD

Assioni e progenitori di supernove

Quando esplodono, le supernova di tipo IIP brillano un po’ meno di quanto i calcoli degli astronomi prevederebbero. Dove e come avviene la perdita d’energia? Uno studio condotto da Oscar Straniero dell’Osservatorio astronomico Inaf d’Abruzzo, pubblicato lo scorso mese su The Astrophysical Journal, suggerisce un’ipotesi affascinante: i “responsabili” della perdita potrebbero essere particelle ancora ipotetiche – gli assioni

VERSO LA DETERMINAZIONE DELL’EPOCA DI REIONIZZAZIONE

Alle costole dell’idrogeno neutro

Grazie ai dati del radiotelescopio australiano Mwa, è stato possibile ottenere un miglioramento di un ordine di grandezza nella stima dell’epoca di reionizzazione. Il segnale rilevato ha più di 12 miliardi di anni, è molto debole e gli effetti sistematici rendono molto difficile estrarre le informazioni che gli astronomi stanno cercando. Ma grazie a questo lavoro è stato possibile porre dei vincoli ai modelli teorici, escludendo quelli più estremi