DECINE LE TESTIMONIANZE RACCOLTE DAL PROGETTO PRISMA

Bolide diurno sull’Italia centro-settentrionale

I bolidi diurni sono fenomeni molto rari, conseguenza dell’ingresso in atmosfera di frammenti di asteroidi del tipo near-Earth. Generalmente si tratta di corpi piccoli, dell’ordine del metro, che si dissolvono in atmosfera lasciando dietro di sé una scia di plasma incandescente. Quello sfrecciato oggi alle 10:30 sui cieli italiani era probabilmente un meteoroide roccioso di 1-2 metri di diametro

CUBESAT COME PRECURSORI PER MISSIONI SPAZIALI

I piccoli aiutanti di mamma Nasa

Piccoli, versatili e molto economici, i nanosatelliti permettono di risolvere con rapidità ed efficacia numerosi problemi. L’agenzia spaziale statunitense ha intenzione di reclutarne alcuni come apripista per il programma d’esplorazione lunare Artemis, e anche qui in Europa ci sono progetti – come Hermes, coordinato dall’Inaf – per il loro impiego in ambito astrofisico

VISTA IN X CON XMM E CHANDRA, IN RADIO CON L’ MWA E IL GMRT

Scoperta la più grande esplosione dopo il Big Bang

È avvenuta nell’ammasso dell’Ofiuco, a 390 milioni di anni luce dalla Terra. E ha rilasciato cinque volte più energia rispetto al precedente detentore del record, creando una cavità grande 15 volte la nostra galassia. A guidare la scoperta, in uscita su ApJ, è stata un’astrofisica italiana oggi al Naval Research Laboratory statunitense, Simona Giacintucci

DUE LE IPOTESI IN CAMPO PER L’OGGETTO 2020 CD3

Miniluna o space debris? Ecco la foto del Gemini

Ne avevamo dato notizia ieri: è stato avvistato un secondo piccolo satellite naturale del nostro pianeta. Ma l’astronomo della Queen’s University di Belfast Grigori Fedorets, che sta conducendo nuove osservazioni dalle Hawaii con il telescopio Gemini da 8 metri, suggerisce che potrebbe anche trattarsi di un corpo di natura artificiale

LO DICE LA DATAZIONE CON GLI ISOTOPI DELL’ARGON

Vulcani per 30 milioni di anni nel passato di Vesta

Utilizzando un metodo di datazione radiometrica applicato ad alcune meteoriti che si pensa si siano originate da Vesta, un team di planetologi della Curtin University (Australia) ha fatto luce sull’intensa attività vulcanica che caratterizzava l’asteroide. Riuscendo così a stabilire l’epoca in cui si è formato il meteoroide vestiano dal quale le meteoriti derivano. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Geochimica et Cosmochimica Acta

DA ASTEROIDE A MINISATELLITE NATURALE, MA SOLO PER UN PO’

Nuova luna per la Terra, minuscola ed effimera

È grande quanto un’utilitaria, orbita attorno al nostro pianeta da circa tre anni e nell’arco di qualche settimana potrebbe abbandonarci. Si chiama 2020 CD3 e ad avvistarla per primo, a metà febbraio, è stato un astronomo polacco, Kacper Wierzchos. Che si sappia ha solo un precedente: la miniluna 2006 RH120, che ci fece compagnia dal settembre 2006 al giugno 2007

UNA DELLE NEBULOSE PLANETARIE PIÙ GRANDI ED EVOLUTE

La fugace bellezza della clessidra celeste

Situata a circa 6500 anni luce di distanza, Cvmp 1 è una nebulosa planetaria formatasi durante gli ultimi spasmi di una vecchia gigante rossa che, al termine della sua vita, ha soffiato via i suoi strati più esterni sotto forma di un violento vento stellare. Il caldo nucleo della stella progenitrice, irradiando i gas espulsi, li ha fatti brillare in una particolare forma a clessidra, catturata in questa immagine dall’Osservatorio Gemini