DUE LE IPOTESI IN CAMPO PER L’OGGETTO 2020 CD3

Miniluna o space debris? Ecco la foto del Gemini

Ne avevamo dato notizia ieri: è stato avvistato un secondo piccolo satellite naturale del nostro pianeta. Ma l’astronomo della Queen's University di Belfast Grigori Fedorets, che sta conducendo nuove osservazioni dalle Hawaii con il telescopio Gemini da 8 metri, suggerisce che potrebbe anche trattarsi di un corpo di natura artificiale

     28/02/2020
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Crediti: The international Gemini Observatory/Nsf’s National Optical-Infrared Astronomy Research Laboratory/AURA/G. Fedorets

Le immagini ottenute dal Gemini Observatory, alle Hawaii, suggeriscono una nuova ipotesi sulla natura della miniluna, l’oggetto di qualche metro di diametro avvistato il 15 febbraio scorso da Kacper Wierzchos and Teddy Pruyne in orbita attorno alla Terra. Secondo Grigori Fedorets, l’astronomo della Queen’s University di Belfast che ha guidato le nuove osservazioni al Gemini Observatory, non è detto che debba essere per forza un raro corpo roccioso d’origine naturale: potrebbe anche essere un oggetto artificiale lanciato nello spazio decenni fa. Detto altrimenti, space debris: un detrito spaziale. «In entrambi i casi si tratta di qualcosa di molto interessante, e servono più dati per capire di che si tratta», dice Fedorets.

All’oggetto orbitante appena scoperto è stata assegnata la designazione provvisoria 2020 CD3 dal Minor Planet Center dell’Unione astronomica internazionale. Se fosse di origine naturale, come un asteroide, si tratterebbe del secondo satellite roccioso conosciuto della Terra – Luna a parte, ovviamente – che mai sia scoperto nello spazio (quello precedente, avvistato nel 2006, da allora è stato espulso dall’orbita terrestre).

La nuova immagine, ottenuta il 24 febbraio 2020, mostra null’altro che un minuscolo punto luminoso circondato dalle scie delle stelle. «Le stelle sembrano lasciare una scia perché il telescopio Gemini Nord, da otto metri di diametro, sta seguendo l’oggetto mentre si muove rispetto a esse», spiega Fedorets, sottolineando quanto sia difficile seguire corpi in movimento come questo con un grande telescopio qual è il Gemini. «Ottenere queste immagini è stato un delirio, il nostro team ha dovuto fare tutto di corsa», aggiunge John Blakeslee, responsabile scientifico all’Osservatorio Gemini, «perché l’oggetto, mentre si allontana dalla Terra, sta diventando rapidamente sempre più debole. Si prevede che sarà espulso completamente dall’orbita terrestre in aprile».

Fedorets e il suo team stanno facendo il possibile per ottenere più dati sull’oggetto e determinarne la natura. «Ulteriori osservazioni per stabilirne meglio la posizione ci aiuteranno a determinare l’orbita di questo oggetto misterioso e la sua possibile origine», spiega l’astronomo, sottolineando anche quanto l’albedo sia una caratteristica importante per discriminare fra le due ipotesi, poiché i corpi rocciosi tendono a riflettere la luce molto meno di artefatti quali i razzi dei lanciatori.