LA SCOPERTA DEL PRIMO TROIANO ATTIVO È RIMANDATA

La cometa che sembrava un troiano di Giove

La cometa P/2019 LD2, inizialmente ritenuta appartenere ai Troiani di Giove, è stata riclassificata come cometa della famiglia di Giove. L’errore è dovuto alla complicata – ma affascinante – storia dinamica recente di questo corpo celeste. Ripercorriamo insieme tutta la vicenda, un bell’esempio di collaborazione scientifica internazionale

A 72 ANNI LUCE DA NOI, NELLA COSTELLAZIONE DI ERCOLE

Tris di esopianeti con super-Terra

Quasi sei anni di osservazioni, oltre 300 spettri ad alta risoluzione raccolti con Harps-N e circa cinque mesi di calcolo al computer: è servita parecchia tenacia, a Serena Benatti dell’Inaf di Palermo e al team di astronomi da lei guidato, per scoprire un terzo pianeta nel sistema della stella Hd 164922. Ma i risultati hanno premiato gli sforzi: lì attorno c’era in effetti una super-Terra. Lo studio sarà pubblicato su Astronomy & Astrophysics

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE

Trovati con i fast radio burst i barioni mancanti

Gli astronomi dell’Icrar sono riusciti a risolvere il mistero della “materia mancante” usando gli Frb – i lampi radio veloci. Grazie alle potenti antenne di Askap, il precursore di Ska in Australia, e all’ingegnoso utilizzo del fenomeno della dispersione della luce, la materia ordinaria che ancora mancava all’appello è stata trovata sotto forma di barioni ionizzati estremamente rarefatti nello spazio intergalattico

CRESCONO, SI MOLTIPLICANO E SONO PIÙ IMMUNOGENI

Batteri alimentati con “zuccheri alieni”: si può fare

Protezione planetaria e contaminazone interplanetaria sono temi che alla luce delle future missioni di esplorazione spaziale con equipaggio si sta sempre più parlando. Intanto, alla Radboud University Medical Center, in Svizzera, un team di ricercatori si è portato avanti, studiando la capacità di sopravvivenza, la crescita e la capacità di adattamento di alcune specie batteriche soggette a una dieta extraterrestre. I risultati sono pubblicati su Astrobiology

AEROSOL PER STUDIARE GLI ESOPIANETI

L’atlante delle nubi dei gioviani caldi

Sfruttando un modello per lo studio delle nuvole d’acqua sulla Terra, alcuni astronomi hanno provato a catalogare le atmosfere degli esotici e caldi giganti gassosi simili a Giove per prevedere i tipi di nuvole che potrebbero verificarsi su pianeti molto caldi attorno a stelle lontane. Lo studio pubblicato su Nature Astronomy potrebbe gettar luce anche sulle nubi attorno alle nane brune

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Così brilla il cuore della Via Lattea

Utilizzando le antenne di Alma, un team di astronomi ha rilevato brillamenti radio quasi periodici provenienti dal centro della nostra galassia. Secondo i ricercatori, a emetterli sarebbero bolle di materia in orbita nella regione più vicina all’orizzonte degli eventi di Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia

IL “MANTELLO DELL’INVISIBILITÀ” POTRÀ FUNZIONARE?

Quel vedo non vedo della costellazione Starlink

L’obiettivo delle ultime modifiche che SpaceX intende apportare ai futuri satelliti Starlink è di renderli invisibili a occhio nudo e ridurre al minimo il loro impatto sulla ricerca astronomica, garantendo che qualunque effetto essi possano avere non ostacoli la capacità degli scienziati di fare nuove scoperte. Ma cosa ne pensa la Commissione Inaf di esperti per la valutazione dell’impatto delle costellazioni di nano-satelliti circa le nuove misure proposte dall’azienda di Elon Musk? Sono soddifacenti? «Al momento onestamente no», dice a Media Inaf Adriano Fontana