LA SCOPERTA DEL PRIMO TROIANO ATTIVO È RIMANDATA

La cometa che sembrava un troiano di Giove

La cometa P/2019 LD2, inizialmente ritenuta appartenere ai Troiani di Giove, è stata riclassificata come cometa della famiglia di Giove. L’errore è dovuto alla complicata – ma affascinante – storia dinamica recente di questo corpo celeste. Ripercorriamo insieme tutta la vicenda, un bell’esempio di collaborazione scientifica internazionale

     28/05/2020
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Se pensate che asteroidi e comete siano due classi di corpi ben distinti, allora siete in errore. Nel 1996 gli astronomi scoprirono che l’asteroide 1979 OW7 aveva sviluppato una chioma e una coda, ossia i tratti tipici di una cometa. Di questi corpi ibridi ne sono noti circa 40 e per loro è stata creata una classe ad hoc: quella degli asteroidi attivi. Le cause dell’attività possono essere eterogenee: sublimazione di materiali volatili, disgregazione rotazionale, fratturazione termica oppure collisione con asteroidi più piccoli. Fra i membri più famosi di questa classe si trova l’asteroide (7968) Elst–Pizarro (ossia 1979 OW7, capostipite della categoria), ma anche il pianeta nano Cerere è un corpo attivo e rientra in questa classe, oppure (3200) Phaethon, il corpo progenitore dello sciame di meteore delle Geminidi. Premesso questo, è chiaro che scoprire un asteroide attivo è importante dal punto di vista scientifico perché permette di comprendere sempre meglio la fisica dei corpi minori e il valore può aumentare considerevolmente se l’asteroide appartiene a una classe particolare.

Rappresentazione artistica degli asteroidi Troiani di Giove, che si trovano ai vertici di due triangolo equilateri aventi come base la retta Giove-Sole. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

All’inizio del mese di giugno 2019 i telescopi del progetto Atlas scoprirono un nuovo asteroide, cui venne assegnata la sigla 2019 LD2 dal Minor Planet Center. Il sistema Atlas, ideato dall’Università delle Hawaii nel 2015 e finanziato dalla Nasa, è stato pensato per la scoperta degli asteroidi near-Earth ed è formato da un paio di telescopi con un diametro di 50 cm a corta focale. Ogni telescopio riprende il cielo con una camera Ccd da ben 110 megapixel, avente un campo di vista pari a circa 15 volte il diametro apparente della Luna piena. Con questo sistema e 20 secondi di posa, si può scansionare l’intero cielo due volte per ogni notte fino alla magnitudine +20: una vera e propria “sentinella” del cielo, utile per la salvaguardia della Terra.

Qualche giorno dopo la scoperta di 2019 LD2 un’analisi più accurata delle immagini di Atlas mostrò che l’asteroide aveva una coda, si trattava dunque di una cometa, o meglio, di un asteroide attivo. L’attività cometaria fu subito confermata da riprese indipendenti. Dopo la congiunzione con il Sole, ulteriori immagini di Atlas riprese nell’aprile 2020 hanno mostrato che 2019 LD2 era ancora attivo, con tanto di chioma e coda, a distanza di mesi. Dopo le usuali comunicazioni con il Minor Planet Center, lo status di cometa per l’ex asteroide è stato ufficializzato il 22 maggio 2020, con la pubblicazione di un’apposita circolare: la Mpec 2020-K134. La nuova designazione è P/2019 LD2, tipica di una cometa periodica.

Guardando all’orbita eliocentrica di P/2019 LD2 si vede come abbia una piccola eccentricità e un semiasse maggiore simile a quello del pianeta Giove, da qui l’annuncio dell’Università delle Hawaii – fatta il 20 maggio – della scoperta di un asteroide Troiano di Giove con attività cometaria: il primo mai scoperto in questa classe di asteroidi. Gli asteroidi Troiani sono un numeroso gruppo di asteroidi primitivi che condividono l’orbita eliocentrica con Giove. Devono la loro particolare denominazione collettiva al fatto che una parte dei nomi usati per designarli sono quelli dei guerrieri dell’Iliade di Omero. Prendendo come riferimento Giove, ciascun troiano si trova a orbitare nei pressi dei due punti di equilibrio Lagrangiani, L4 e L5, del sistema Giove-Sole. Questi punti si trovano, rispettivamente, a 60° eliocentrici prima e dopo Giove, secondo il senso orbitale del pianeta: se si osserva dal polo nord dell’eclittica, L4 precede Giove, mentre L5 lo segue. I punti L4 e L5 sono zone di stabilità dinamica e gli asteroidi che vi si trovano sono destinati a restarvi a lungo. Scoprire Troiani con un’attività cometaria è molto interessante, perché è potenzialmente in grado di spiegare le anomalie nella distribuzione dei periodi di rotazione che si hanno nei Troiani rispetto ai comuni asteroidi main-belt.

La cometa P/2019 LD2 ripresa usando usando il telescopio da un metro della Las Cumbres Observatory Global Telescope (Lcogt) a Cerro Tololo, in Cile. Crediti: JD Armstrong/IfA/Lcogt

Purtroppo, una successiva analisi dinamica dell’orbita di P/2019 LD2 ha chiarito che non si trattava di un membro dei Troiani, bensì di una più comune cometa della famiglia di Giove. Infatti Giove – con il suo intenso campo gravitazionale – è in grado di cambiare drasticamente le orbite delle comete a lungo periodo che arrivano dai confini del Sistema solare, abbassandone l’afelio fino a portarlo nella zona dei pianeti.

In effetti, ricostruendo la storia orbitale di P/2019 LD2, si è visto che l’orbita attuale è dovuta a un incontro ravvicinato con Giove avvenuto appena il 17 febbraio 2017, quando passò a soli 14 milioni di km dal gigante gassoso. Prima di questa data P/2019 LD2 si muoveva su un’orbita eliocentrica molto più ampia ed eccentrica, compresa fra le orbite di Giove e Urano: l’orbita di un Centauro, ovvero un corpo in transizione fra la nube di Oort (o la fascia di Kuiper) e la regione dei pianeti. Al momento P/2019 LD2 è quindi una cometa gioviana attiva, ma l’orbita è instabile e questo stato durerà solo fino al 13 maggio 2028, quando un nuovo flyby con Giove la riporterà su un’orbita più ampia del tipo Centauro. Un vero e proprio “tira e molla” gravitazionale con Giove.

I primi a fare notare che – per la complicata storia dinamica – P/2019 LD2 non poteva essere un membro dei Troiani sono stati due astronomi non professionisti,  Sam Deen e Tony Dunn, sulla Minor Planet Mailing List il 21 maggio 2020. Un’analisi indipendente fatta dall’astronomo giapponese Syuichi Nanako ha confermato la travagliata vita orbitale di P/2019 LD2 e l’Università delle Hawaii ha correttamente pubblicato una rettifica con la nuova classificazione di P/2019 LD2. Un bell’esempio di collaborazione fra astronomi professionisti e non. Il cielo è grande e complesso, qualcosa può sempre sfuggire – a chiunque.