CON UN ALGORITMO DI IMAGING PER OGGETTI IN RAPIDO MOVIMENTO

Detriti spaziali in alta definizione

Presentato su Siam Journal on Imaging Sciences un metodo per acquisire immagini ad alta risoluzione di oggetti in rapido movimento e rotazione nello spazio, come satelliti o detriti in orbita bassa. Il processo di imaging impiega un algoritmo per stimare la velocità e l’angolo di rotazione dell’oggetto, poi applica tali stime per produrre una sua immagine ad alta risoluzione. Questo per garantire la sicurezza dell’orbita bassa, fondamentale per il telerilevamento globale

L’OGGETTO COMETARIO RESTERÀ PER ALCUNI ANNI NEI PRESSI DI GIOVE

C’è un centauro fra i troiani

Si chiama P/2019 Ld2 ed è un centauro, un corpo minore ghiacciato che orbita tra Giove e Nettuno. Questo oggetto detiene un primato: è il primo centauro che osserviamo a essersi inserito tra gli asteroidi troiani di Giove. E ora, grazie a Hubble Space Telescope, ha anche un volto

LA POLVERE DELL’IMPATTO RIMASE IN SOSPENSIONE PER CIRCA 20 ANNI

Dinosauri, fu un asteroide: lo conferma l’iridio

Il ritrovamento di uno strato di iridio all’interno del cratere di Chicxulub, in Messico, offre la prova pressoché definitiva che fu l’impatto con un corpo extraterrestre avvenuto alla fine del Cretaceo a sterminare il 75 per cento delle forme di vita sulla Terra, dinosauri in testa. Lo studio, pubblicato su Science Advances, mette in luce dettagli cronologici inediti e sorprendentemente precisi

IERI NEL SITO APOD DELLA NASA

La Venere di Parker

Per la foto astronomica del 25 febbraio la scelta della Nasa è caduta su uno scatto realizzato dalla sonda della Nasa Parker Solar Probe. Il soggetto dell’immagine, immortalato sullo sfondo di un cielo stellato, è Venere, il pianeta che prende il nome dalla dea romana della bellezza, fondamentale per dirigere la sonda in un’orbita stretta vicino al Sole

LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Distruzione mareale con inspiegabile ritardo radio

Un team di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha trovato la prima evidenza di flare radio emessi molto tempo dopo che una stella è stata distrutta da un buco nero supermassiccio. In particolare, la scoperta di due flare a distanza di sei mesi e quattro anni dall’evento di distruzione mareale non è supportata dalla teoria. Sono motivate pertanto nuove osservazioni e nuovi modelli

GIUSTIFICHEREBBE LA LORO RAPIDA FORMAZIONE NELL’UNIVERSO PRIMORDIALE

Buchi neri supermassicci fatti di materia oscura

Uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society teorizza la formazione di buchi neri supermassicci a partire dalla materia oscura, e mostra come quest’ultima possa distribuirsi fra alone e centro di una galassia fino a dar luogo a un nucleo di materia oscura molto denso

LO STUDIO SU MONTHLY NOTICES OF THE ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Furto di gas fra galassie

Confrontando dati osservativi e simulazione cosmologiche, un team di scienziati guidato dall’Icrar ha scoperto che la quantità di idrogeno molecolare al centro delle galassie satelliti sono inferiori rispetto alle galassie normali. Il motivo sarebbe il continuo processo di sottrazione dovuto al “ram pressure stripping”. «È un po’ come quando si mette la mano fuori dal finestrino dell’auto», spiega Federico Marinacci dell’Università di Bologna, coautore dello studio