IERI NEL SITO APOD DELLA NASA

La Venere di Parker

Per la foto astronomica del 25 febbraio la scelta della Nasa è caduta su uno scatto realizzato dalla sonda della Nasa Parker Solar Probe. Il soggetto dell'immagine, immortalato sullo sfondo di un cielo stellato, è Venere, il pianeta che prende il nome dalla dea romana della bellezza, fondamentale per dirigere la sonda in un'orbita stretta vicino al Sole

     26/02/2021
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Le Apod (Astronomy Picture of the Day) sono spettacolari immagini del nostro universo che ogni giorno la Nasa pubblica in un sito web dedicato. Lo scatto scelto ieri, giovedì 25 febbraio 2021, come foto astronomica del giorno è una vista mozzafiato di uno dei pianeti del Sistema solare catturata da un fotografo d’eccezione: Parker Solar Probe.

Lo scatto realizzato dallo strumento Wide-field Imager a bordo della sonda Parker Solar Probe, scelto oggi dalla Nasa come Apod, Astronomy Picture of the Day. Crediti: Nasa / Johns Hopkins Apl / Naval Research Laboratory / Guillermo Stenborg and Brendan Gallagher

L’obiettivo della missione scientifica targata Nasa è quello di svelare i misteri della corona solare e del vento solare. Per fare ciò, nel corso dei suoi sette anni di missione, la sonda si avvicinerà sempre di più al Sole, sfruttando l’attrazione gravitazionale di Venere per frenare e raddrizzare la sua traiettoria finale. Questo le permetterà, dopo sette di queste manovre di spinta assistita dalla gravità, di avvicinarsi fino a 6,1 milioni di chilometri di distanza dalla fotosfera entro la fine 2025. Durante il terzo di questi flyby, realizzato l’11 luglio scorso (il quarto è stato effettuato cinque giorni fa) da una distanza di circa 12mila chilometri dal pianeta, il Wide-field Imager (Wispr) – uno strumento a bordo della sonda, progettato per acquisire immagini della corona solare, dell’eliosfera e del vento solare – ha catturato la splendida vista che vedete qui accanto: il lato notturno di Venere in primo piano sullo sfondo di un cielo stellato.

A saltare subito all’occhio nello scatto è l’area scura vicino al centro del pianeta. Si tratta di Aphrodite Terra, la più vasta regione montuosa presente sulla superficie venusiana. Il suo colore scuro scuro è dovuto alla diversa temperatura superficiale, circa 30 gradi più fredda dell’ambiente circostante. Proprio questi dettagli, vibili nell’immagine, hanno lasciato il team dello strumento Wispr a bocca aperta. Lo strumento è stato concepito per osservazioni in luce visibile. Caratteristiche come quelle appena descritte sono invece  tipiche di osservazioni nel vicino infrarosso, in grado di catturare l’emissione termica della superficie venusiana. «Ci aspettavamo di vedere le nuvole, ma la telecamera ha sbirciato fino alla superficie», dice a questo proposito lo scienziato del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (Apl), negli Usa, Angelos Vourlidas, uno dei componenti del team Wispr.

L’ipotesi dei ricercatori è che lo strumento sia stato in grado di captare anche queste lunghezze d’onda, motivo per cui  gli scienziati sono ritornati in laboratorio per misurare la sensibilità dello strumento alla luce in questione. Se così fosse, dicono gli autori, questa capacità fornirebbe nuove opportunità per studiare la polvere intorno al Sole e nel sistema solare interno. In caso contrario, continuano i ricercatori, queste immagini potrebbero aver rivelato una “finestra” precedentemente sconosciuta attraverso l’atmosfera venusiana.

Ritornando al ritratto, sposando lo sguardo verso i margini del pianeta è visibile un alone luminoso che circonda tutta la semicirconferenza: probabilmente il bagliore notturno (nightglow, in inglese) prodotto dall’emissione di atomi di ossigeno nello stato eccitato che si ricombinano in molecole nelle parti superiori dell’atmosfera venusiana. Le scie luminose in tutta l’immagine sono invece probabilmente dovute a particelle cariche di energia e alla polvere vicino alla fotocamera che riflettono la luce solare. L’ultimo dei dettagli degni di nota lo si scorge in basso a destra: sono le stelle della cintura e della spada di Orione, i componenti della omonima costellazione di Orione, uno degli asterismi più conosciuti del cielo.