LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Distruzione mareale con inspiegabile ritardo radio

Un team di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha trovato la prima evidenza di flare radio emessi molto tempo dopo che una stella è stata distrutta da un buco nero supermassiccio. In particolare, la scoperta di due flare a distanza di sei mesi e quattro anni dall’evento di distruzione mareale non è supportata dalla teoria. Sono motivate pertanto nuove osservazioni e nuovi modelli

     25/02/2021
Social buttons need cookies

Rappresentazione artistica di un Tde. La stella è rappresentata in quattro momenti: a sinistra in alto integra, al centro comincia a distorcersi, a destra e in alto è spaghettificata dal buco nero. Crediti: Wikimedia Commons

Un team di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme (Huji) – guidato da Assaf Horesh – ha scoperto la prima evidenza di flare radio emessi molto tempo dopo che una stella era stata distrutta da un buco nero supermassiccio. Pubblicata su Nature Astronomy, la scoperta si basa sui dati di potenti radiotelescopi dedicati allo studio di questi eventi cosmici catastrofici che avvengono in galassie lontane, chiamati eventi di distruzione mareale (tidal disruption events, Tde). Sebbene i ricercatori sapessero già che questi eventi causano il rilascio di flare radio, ciò che hanno scoperto è che tali flare possono essere emessi mesi o addirittura anni dopo il Tde. Fanno parte del team – oltre a Horesh del Racah Institute of Physics – Brad Cenko, direttore del telescopio spaziale Swift della Nasa, e Iair Arcavi dell’Università di Tel-Aviv.

Le osservazioni radio dei Tde – che si verificano appunto quando una stella viene distrutta dalla gravità di un buco nero supermassiccio – forniscono un laboratorio unico per studiare gli outflow in prossimità dei buchi neri supermassicci e la loro relazione con l’accrescimento sul buco nero stesso. Finora, l’emissione radio era stata rilevata solo in pochissimi eventi di questo tipo. Nello studio, gli autori riportano di aver rivelato getti radio ritardati dal Tde Asassn-15oi – scoperto otticamente.

«Secondo le teorie esistenti circa il modo in cui si verificano questi eventi, se non è stata rilevata alcuna emissione radio immediatamente dopo l’evento di distruzione, non ci si aspetta che si verifichi in seguito», racconta Horesh. «Tuttavia, abbiamo deciso di condurre un’ultima osservazione radio sei mesi dopo che la stella era stata distrutta e sorprendentemente abbiamo scoperto un’emissione radio brillante. Una volta scoperta, abbiamo continuato a raccogliere dati per un anno, durante il quale l’emissione radio è svanita. Abbiamo anche trovato un secondo bagliore ritardato, quattro anni dopo l’iniziale scoperta della distruzione stellare. Questa è la prima scoperta di bagliori radio ritardati in tali eventi, che si verificano quando una stella viene distrutta da un buco nero».

Emissione radio ritardata rilevata dagli autori. Crediti: Hebrew University

Si ritiene che questi bagliori siano causati da un enorme getto ad alta velocità emesso quando la stella viene distrutta e risucchiata nel buco nero oppure siano il risultato dell’esplosione verso l’esterno di detriti generati dal Tde.

L’analisi dei bagliori radio ritardati ha portato il gruppo di ricerca a diverse conclusioni. In primo luogo, gli autori ritengono che debbano essere sviluppati nuovi modelli per giustificare un ritardo così lungo nell’emissione radio. In secondo luogo, è possibile che tali flare radio ritardati siano un fenomeno comune, ma per trovarne altri i ricercatori dovranno proseguire le osservazioni intorno alle aree di interesse molto tempo dopo il Tde iniziale. Terzo, è possibile che una quantità sostanziale di detriti stellari venga eventualmente accumulata (e trascinata) nel buco nero, ma solo molto tempo dopo che la stella è stata distrutta.

In conclusione, la scoperta suggerisce di condurre osservazioni dei Tde su varie scale temporali e sottolinea la necessità di nuovi modelli.

Per saperne di più: