L’OGGETTO COMETARIO RESTERÀ PER ALCUNI ANNI NEI PRESSI DI GIOVE

C’è un centauro fra i troiani

Si chiama P/2019 Ld2 ed è un centauro, un corpo minore ghiacciato che orbita tra Giove e Nettuno. Questo oggetto detiene un primato: è il primo centauro che osserviamo a essersi inserito tra gli asteroidi troiani di Giove. E ora, grazie a Hubble Space Telescope, ha anche un volto

     26/02/2021
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P/2019 Ld2 immortalata da Hubble Space Telescope. Crediti: Esa/Nasa/Hst

I centauri sono oggetti particolari: in molti casi hanno caratteristiche degli asteroidi ma in composizione sono simili alle comete. Le loro orbite sono nel Sistema solare esterno, tra l’orbita di Giove e quella di Nettuno, anche se si pensa che la loro massa ghiacciata sia nata ben più in là, nella fascia di Kuiper, e che solo tramite l’interazione gravitazionale con i pianeti giganti siano arrivati alle loro orbite attuali. D’altro canto, proprio a causa della loro posizione, la vita come centauri è breve, perché ulteriori interazioni con gli stessi giganti li portano rapidamente a modificare la loro orbita, andando nel Sistema solare interno o finendo con l’allontanarsi sempre più dal nostro sistema planetario.

Quando questi oggetti si avvicinano di più al Sole la superficie si attiva rivelando la loro natura cometaria, con code e chiome. E per P/2019 Ld2, scoperta a giugno 2019 dall’hawaiiano Atlas (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), questo tipo di attività non è sfuggita agli occhi dello Hubble Space Telescope: la cometa-centauro ha una coda di oltre 600mila chilometri, una piccola chioma e dei getti che fuoriescono dal nucleo. Prima di arrivare a osservarlo con Hubble, Ld2 è stata osservata con alcuni osservatori terrestri (Palomar in California e Apache Point in New Mexico) e con il telescopio spaziale Spitzer pochi giorni prima del suo pensionamento, a gennaio 2020.

La peculiarità di Ld2, però, sta soprattutto nella sua posizione. In questo momento Ld2 orbita infatti dove si trovano i troiani di Giove: quel gruppo di asteroidi che orbitano attorno ai suoi punti lagrangiani L4 e L5, ossia nelle aree in cui la gravità del pianeta e del Sole si annullano in triangolazione. La cometa è probabilmente passata vicino a Giove, forse un paio di anni fa, modificando la sua orbita a causa dell’interazione gravitazionale col gigante e finendo così all’interno dell’area dei troiani.

«Siamo rimasti affascinati nel vedere che la cometa aveva iniziato la sua attività a una tale distanza dal Sole», dice Bryce Bolin del team di Hubble. «A quella distanza il ghiaccio d’acqua inizia a malapena a sublimare». Il centauro si è attivato già a 5 unità astronomiche, ed è raro che una cometa inizi la sua attività prima delle 2 o 3 unità astronomiche. Ciò lascia intuire che la sua composizione non sia dominata dall’acqua ma, come i dati di Spitzer sembrano mostrare, dal monossido e biossido di carbonio.

In ogni caso la permanenza di Ld2 tra i troiani di Giove non durerà a lungo: le simulazioni mostrano che entro un paio d’anni ci sarà un altro incontro ravvicinato con Giove e Ld2 riprenderà la sua corsa verso il Sistema solare interno – e che tramite altri incontri di questo tipo possa poi essere espulsa del tutto dal Sistema solare diventando una cometa interstellare entro mezzo milione di anni.