I RISULTATI SARANNO PRESENTATI DOMANI A EPSC 2020

Venere, da cima a fondo

Al congresso europeo Epsc2020 stanno per essere presentati i risultati delle osservazioni di Venere del Parker Solar Probe della Nasa, della missione Akatsuki della Jaxa e di astronomi di tutto il mondo che hanno utilizzato telescopi terrestri. La campagna ha prodotto osservazioni multiple, dalla superficie del pianeta alla sommità delle sue nubi, che hanno fornito intuizioni uniche sulla sua atmosfera

SEGNI DI GHIACCIO FRESCO ANCHE NELL’EMISFERO NORD

Encelado in infrarosso

La più dettagliata mappa globale nell’infrarosso della luna di Saturno Encelado: è quanto ha prodotto un team di astronomi utilizzando l’eredità scientifica costituita dalla mole di dati sulla luna ottenuti dalla sonda Cassini della missione Cassini-Huygens. Le nuove immagini, descritte in un articolo pubblicato sulla rivista Icarus, rivelano tracce di attività geologica anche nell’emisfero settentrionale del satellite naturale

HANNO FINO A 800 METRI DI DIAMETRO E FORME IRREGOLARI

Giove potrebbe avere seicento lune

Setacciando i dati di archivio del Canada France Hawaii Telescope, gli astronomi canadesi della University of British Columbia hanno scoperto ulteriori 52 oggetti che quasi certamente sono lune irregolari di Giove. Gli autori stimano che la popolazione di lune gioviane con raggio maggiore di 400 metri sia di circa 600. Lo studio verrà presentato all’Epsc 2020

SI TRATTA DEL PRIMO ULTRA HOT-NEPTUNE

Ltt 9779b, il pianeta “ultra” terreno

Grazie ai dati ottenuti dal satellite Tess, dai 23 telescopi della rete del Las Cumbres Observatory, dal telescopio Ngts e dallo strumento Harps, e con il contributo dell’osservatorio di Campo Catino, un team di astronomi guidato dall’Università del Cile ha scoperto Ltt 9779b: il primo di una classe di pianeti mai osservati prima d’ora, i nettuniani ultra caldi. I dettagli della scoperta su Nature Astronomy

INTERVISTA A MARIA CRISTINA DE SANCTIS

Il violento passato di Ryugu e Bennu

I ricercatori che lavorano alle missioni Hayabusa2 (Jaxa) e Osiris-Rex (Nasa) hanno trovato inaspettatamente rocce chiare sui rispettivi asteroidi Ryugu e Bennu: la scoperta fornisce nuovi solidi indizi sulla composizione e sull’origine dei corpi che li hanno impattati nella loro storia. Lo speciale su Nature Astronomy

L’ASTEROIDE È CONTAMINATO

Tracce di Vesta su Bennu

Per la prima volta è stata osservata la contaminazione di un piccolo asteroide carbonaceo come Bennu da parte di materiale proveniente da un altro asteroide. La scoperta è stata fatta grazie agli strumenti a bordo della sonda spaziale della Nasa Osiris-Rex. Tra gli autori dello studio appena pubblicato su Nature Astronomy anche Giovanni Poggiali dell’Inaf

SONO MENO ENERGETICI DEI GRANDI BRILLAMENTI MA MOLTO PIÙ NUMEROSI E RAPIDI

Nanobrillamenti e riscaldamento della corona

Un articolo pubblicato oggi sulla rivista Nature Astronomy illustra il comportamento di un particolare tipo di fenomeno sul Sole: i nanobrillamenti, alcune miliardi di volte meno energetici dei grandi brillamenti ma molto più numerosi e rapidi, tanto da poter essere responsabili del riscaldamento di gran parte della corona solare che vediamo nelle bande ad alta energia