IL DISCO DI XUE 1 POTREBBE FORMARE ALMENO DIECI PIANETI COME MERCURIO

La supertintarella non ferma la nascita dei pianeti

Un nuovo studio condotto da una collaborazione internazionale di cui fa parte anche Veronica Roccatagliata, ricercatrice dell’Università di Bologna e associata all’Inaf Osservatorio di Arcetri, ha rivelato che i mattoni fondamentali per la formazione dei pianeti possono esistere anche in ambienti caratterizzati da intense radiazioni ultraviolette. Tutti i dettagli su ApJ

PRESENTATO AL 246ESIMO MEETING DELL’AMERICAN ASTRONOMICAL SOCIETY

Piove sabbia sugli esopianeti

Osservate per la prima volta nubi di silicati nell’atmosfera di un esopianeta, il gigante gassoso Yses-1 c, a 300 anni luce da noi. Lo studio, condotto con Jwst, ha osservato anche il suo pianeta gemello, svelando intorno ad esso un disco di polveri da cui potrebbero formarsi delle lune. Alla scoperta, pubblicata su Nature, ha partecipato Valentina D’Orazi, ricercatrice all’Inaf e all’Università di Roma Tor Vergata

SU NATURE ASTRONOMY UNA STIMA DELLA PROBABILITÀ DI UNA COLLISIONE GALATTICA

Via Lattea-Andromeda, l’apocalisse può attendere

L’ipotesi che la Via Lattea sia destinata a fondersi con la galassia di Andromeda tra 4-5 miliardi di anni è messa in discussione da un nuovo studio: stando a oltre 100mila simulazioni basate sui dati di Hubble e Gaia, la probabilità di una collisione è solo del due per cento. E anche spostando la lancetta dell’evoluzione a dieci miliardi di anni, c’è ancora il 50 per cento di possibilità che lo scontro non avvenga affatto

RAGGIUNTA UNA RISOLUZIONE DI CIRCA DUE MILLISECONDI D’ARCO

Europa e Sudafrica insieme per un Vlbi senza rivali

Il radiotelescopio sudafricano MeerKat ha condotto con successo osservazioni interferometriche a lunghissima linea di base (Vlbi) insieme alle antenne della rete Vlbi europea Evn, attualmente la più sensibile al mondo. La sinergia fra le due infrastrutture migliora in modo significativo sia la risoluzione che la sensibilità. Ne parliamo con Marcello Giroletti, rappresentante Inaf nel board dei direttori dell’Evn

RILASCIANO PIÙ ENERGIA DI 25 SUPERNOVE

Ent, le esplosioni stellari più potenti

Scoperta una nuova classe di esplosioni cosmiche – gli eventi transitori nucleari estremi (Ent) – causate dalla distruzione di stelle da parte di buchi neri supermassicci. Più luminosi e duraturi delle supernove, gli Ent offrono una finestra unica sull’attività dei buchi neri nell’universo primordiale. Per ora ne sono stati individuati tre, ma i futuri telescopi aiuteranno a scoprirne altri. I dettagli su Science Andvaces

I DATI SONO STATI ANALIZZATI UTILIZZANDO UNA RETE NEURALE BAYESIANA

Sagittarius A* corre al massimo, parola di IA

Un team internazionale di astronomi, utilizzando i dati dell’Event Horizon Telescope e l’intelligenza artificiale, ha svelato nuovi segreti sul buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, Sagittarius A*. La ricerca, guidata dalla Radboud University, nei Paesi Bassi, è stata pubblicata in tre articoli su Astronomy & Astrophysics

FOTOGRAFIA SCATTATA DURANTE UNO STUDIO SULLE STAGIONI DI MARTE

Fra le nubi marziane spunta la cima d’un vulcano

Si chiama Arsia Mons, e con i suoi 20 km d’altezza è uno fra i più grandi vulcani del Pianeta rosso. In quest’immagine acquisita il mese scorso dalla fotocamera Themis della sonda Mars Odyssey della Nasa, inclinata per l’occasione di 90 gradi così da poter riprendere l’orizzonte marziano, lo vediamo emergere da una fitta coltre di nubi di ghiaccio d’acqua