TESTATO CON MODELLI COMPUTAZIONALI, L’APPROCCIO SI È RIVELATO EFFICACE

Biofirme agnostiche per rivelare la vita

Uno studio pubblicato questo mese su ApJ propone un nuovo metodo per cercare la vita oltre la Terra che non prevede la rivelazione delle sue firme su singoli pianeti ma l’individuazione, tramite indagini statistiche, dei suoi effetti su grandi popolazioni planetarie. Il presupposto è che la vita si diffonda tramite panspermia e terraformi l’ambiente ricevente

PIEGATI DAL VENTO DELLA COMPAGNA SUPERGIGANTE

Cygnus X-1, i suoi getti valgono diecimila soli

Una nuova ricerca guidata dalla Curtin University ha utilizzato una rete di radiotelescopi sparsi per il mondo per misurare l’immensa potenza dei getti dei buchi neri, confermando le teorie degli scienziati su come questi getti contribuiscano a modellare la struttura dell’universo. I risultati sono stati pubblicati oggi su Nature Astronomy

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE

Le esplosioni che non lasciano traccia

Uno studio guidato dalla Monash University ha confermato l’esistenza delle supernove a instabilità di coppia, esplosioni che polverizzano le stelle massicce senza lasciare alcun buco nero. Analizzando le onde gravitazionali, i ricercatori hanno individuato un intervallo di massa “proibito” oltre le 45 masse solari, dimostrando che in questa fascia i buchi neri non nascono da singole stelle, ma solo da fusioni successive

NON C’È RIDISTRIBUZIONE DI ENERGIA TRA I DUE LATI DEI PIANETI

Nessuna atmosfera su Trappist-1b e Trappist-1c

Il telescopio spaziale Webb ha studiato i due pianeti più interni del sistema di Trappist-1, a 40 anni luce dalla Terra, di cui fanno parte ben sette esopianeti, tre nella zona abitabile della stella. Si tratta di un laboratorio eccezionale per chi studia la vita nell’universo, in particolare intorno alle stelle nane rosse. Purtroppo, i due pianeti non sembrano avere atmosfere dense. Tutti i dettagli su Nature Astronomy

UNA TEORIA NON INFINITA DEL BIG BANG

E dalla gravità quantistica emerse l’inflazione

Tre ricercatori dell’università canadese di Waterloo e del Perimeter Institute propongono uno scenario dei primi istanti dell’universo nel quale l’inflazione cosmica risulterebbe l’esito naturale di una teoria della gravità quantistica più approfondita e completa. Una conferma osservativa potrebbe arrivare dalle onde gravitazionali primordiali. Lo studio è pubblicato su Physical Review Letters

NUOVI SVILUPPI NELLA SAGA SULLA COSTANTE DI HUBBLE

Disaccordo, ma con grande certezza

Una nuova stima del tasso di espansione dell’universo, basata non più sulla “scala” ma su una “rete” di distanze, conferma ancora una volta la tensione tra il valore misurato osservando sorgenti “locali” e quello ottenuto dal cosmo primordiale. Il risultato è frutto di un workshop dal format innovativo, tenutosi a Berna lo scorso anno, che ridefinisce l’importanza del consenso nella comunità scientifica

DAI DATI SATELLITARI GIORNALIERI RACCOLTI FRA IL 2014 E IL 2022

Così la civiltà accende la notte della Terra

Uno studio guidato dall’Università del Connecticut rivela che il nostro pianeta è sempre più illuminato da luci artificiali notturne, ma in modo disomogeneo. Pubblicata su Nature, la ricerca evidenzia variazioni locali legate a dinamiche economiche, innovazione tecnologica e crisi geopolitiche