LO DICE UNA ROCCIA EXTRATERRESTRE TROVATA IN KAZAKISTAN NEL 1962

Prima venne l’acqua

Le molecole d’acqua presenti sul nostro pianeta hanno un’origine interstellare, e sono precedenti alla formazione del Sistema solare. Lo conferma uno studio firmato da scienziati francesi, pubblicato ieri su Nature Astronomy, condotto analizzando le abbondanze isotopiche degli atomi presenti nelle inclusioni di Efremovka, una fra le meteoriti più antiche

ANNUNCIATI I VINCITORI DEL CONCORSO D’INFOGRAFICA DEL PROGETTO EST

L’Italia conquista il Sole e vola alle Canarie

Quasi tremila studenti provenienti da 16 paesi europei si sono battuti a suon di infografiche, ma alla fine l’hanno spuntata loro: gli Elio-eccentrici del liceo Labriola di Roma. In palio c’erano telescopi solari e per i primi classificati un viaggio all’Osservatorio del Teide, a Tenerife, dove i ragazzi potranno visitare i quattro telescopi solari attualmente attivi

LO STUDIO È BASATO SU 9242 QUASAR DELLA SDSS

Qualcosa non torna nei buchi neri supermassicci

Analizzando la luce di 9242 quasar della Sloan Digital Sky Survey con nuove tecniche di elaborazione, due astronomi hanno studiato come varia nel tempo l’intensità dei loro dischi di accrescimento, riuscendo a ottenere un’immagine di tali dischi anche per le galassie più lontane. I risultati dello studio potrebbero cambiare il modo in cui pensiamo che questi colossi cosmici si alimentino. Tutti i dettagli su Mnras

DALLA BRIANZA ALLE CANARIE

Quattrocento specchi per Astri e Cta

Prodotti dalla ditta Media Lario sulla base di un contratto assegnato dall’Inaf, sono ora pronti per dar forma agli specchi primari dei nove telescopi del mini-array Astri e agli specchi dei primi telescopi di taglia intermedia del Cherenkov Telescope Array, portando la costruzione dei due grandi osservatori per astronomia gamma un passo in avanti. I risultati sono presentati oggi su Journal of Astronomical Telescopes, Instruments, and Systems. Abbiamo intervistato il primo autore dell‘articolo, Nicola La Palombara dell’Inaf Iasf di Milano

CON UN COMMENTO DI CARLO BURIGANA (INAF)

Quei modi al di là dell’orizzonte cosmologico

Un team d’astrofisici guidato dal Prabhakar Tiwari dell’Accademia cinese delle scienze ha pubblicato su ApJ Letters uno studio che mostra come perturbazioni su scala più grande dell’universo osservabile potrebbero rendere conto sia di anisotropie su larga scala – come il cosiddetto “asse del diavolo” – sia della tensione sulla costante di Hubble

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Cocktail esotico per l’atmosfera di Wasp-189b

Un team internazionale di ricercatori, tra cui Lorenzo Pino dell’Inaf di Arcetri, ha analizzato in dettaglio l’atmosfera di uno dei pianeti più estremi conosciuti: Wasp-189b. I risultati ottenuti dallo studio del pianeta, caratterizzato per la prima volta con l’aiuto del telescopio spaziale Cheops, potrebbero aiutare gli astronomi a comprendere le complessità di molti altri esopianeti, compresi quelli simili alla Terra

USATA PER STIMARE LA TEMPERATURA DELLA RADIAZIONE FOSSILE

Acqua fredda sul fondo cosmico

Un team di astronomi, di cui fa parte anche Roberto Decarli dell’Inaf di Bologna, ha trovato un metodo originale per misurare la temperatura del fondo cosmico a microonde dell’universo giovane, partendo dalla temperatura di una nube di acqua. I dati pubblicati oggi su Nature confermano il raffreddamento precoce poco dopo il Big Bang