TRACCIATO DEI GETTI E DELLA CORONA DI UN BUCO NERO

Batte. Forte. Il microquasar

L’analisi dei dati provenienti da osservazioni nei raggi X e in banda radio svolte nel corso di 15 anni ha permesso di capire con grande accuratezza cosa sta succedendo in un sistema composto da un buco nero e una stella. Il buco nero strappa gas dalla compagna e forma un esteso disco attorno a sé. Poi, dalla zona più spessa e vicina del disco, chiamata corona, una parte di quel gas sfugge via dal buco nero, venendo accelerata a velocità prossime a quella della luce sotto forma di getti. Tra gli autori dello studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature Astronomy, anche Tomaso Belloni dell’Inaf

LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU THE ASTRONOMICAL JOURNAL

Così i campi magnetici aiutano i buchi neri

Per la prima volta, grazie a osservazioni radio polarimetriche e ai dati di Sofia, è stato possibile analizzare l’effetto del campo magnetico nei flussi di polvere e gas verso le regioni centrali di formazione stellare della galassia Ngc 1097, arrivando alla conclusione che anche i campi magnetici, come la gravità, contribuiscono ad alimentare il buco nero supermassiccio al centro della galassia

LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SULLA RIVISTA ANTIQUITY

Stonehenge era un calendario solare?

Da tempo gli studiosi sospettano che Stonehenge incorpori una sorta di calendario neolitico, anche se il suo funzionamento rimane ancora un mistero. In un recente articolo, Timothy Darvill sostiene che la numerologia dei sarsen materializzi un calendario perpetuo basato su un anno tropico di 365.25 giorni. Con un commento dell’archeoastronomo Giulio Magli del Politecnico di Milano

LE OPERAZIONI SCIENTIFICHE CON LO STRUMENTO SONO ATTUALMENTE SOSPESE

Stop per eRosita a seguito del conflitto in Ucraina

Seguendo la raccomandazione di sospendere la cooperazione con la Russia, lo scorso 26 febbraio il telescopio per raggi X eRosita del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics – uno dei due strumenti a bordo della missione russo-tedesca Spektr-Rg – è stato posto in modalità provvisoria. Facciamo il punto con il project scientist della missione, l’astrofisico Andrea Merloni del Max Planck

LO STUDIO SU FRONTIERS IN GENETICS

La salute degli astronauti è scritta nell’Rna

Un team internazionale di scienziati guidati dalla Mount Sinai School of Medicine di New York (Usa) ha analizzato campioni di sangue vecchi di due decenni prelevati da astronauti che hanno effettuato missioni sulla Stazione spaziale internazionale tra il 1998 e il 2001. La ricerca e la quantificazione nel fluido biologico di specifiche molecole di Rna, trasportate all’interno di piccole vescicole chiamate esosomi, suggerisce un loro possibile ruolo come biomarcatori predittivi dei rischi associati alle missioni nello spazio

A TREMILA METRI DI QUOTA SULL’ISOLA DI MAUI, HAWAII

Dkist, Sole a catinelle

Entra in piena attività scientifica il telescopio solare Dkist. Dopo le spettacolari immagini ottenute durante la fase di test preliminari, iniziano i progetti scientifici per indagare la fisica e l’attività della nostra stella con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. Fornirà anche informazioni utili a prevedere l’innesco e lo sviluppo di fenomeni di space weather che possono avere un impatto nello spazio interplanetario

LO STUDIO SU PROCEEDINGS OF THE NATIONAL ACADEMY OF SCIENCES

Nelle viscere delle super-Terre

Sottoponendo un analogo di uno dei minerali di silicati più abbondanti nel mantello dei pianeti alle condizioni di temperatura e pressione presenti nelle profondità delle super-Terre, un team di ricercatori guidati dal Carnegie Institution for Science è stato in grado di ottenere una struttura solida cristallina mai osservata prima sperimentalmente. «Questo potrebbe avere importanti implicazioni per la dinamica del mantello di grandi esopianeti rocciosi», spiega a Media Inaf una delle autrici dello studio, Francesca Miozzi, ricercatrice italiana oggi al Carnegie Institute