LE OPERAZIONI SCIENTIFICHE CON LO STRUMENTO SONO ATTUALMENTE SOSPESE

Stop per eRosita a seguito del conflitto in Ucraina

Seguendo la raccomandazione di sospendere la cooperazione con la Russia, lo scorso 26 febbraio il telescopio per raggi X eRosita del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics – uno dei due strumenti a bordo della missione russo-tedesca Spektr-Rg – è stato posto in modalità provvisoria. Facciamo il punto con il project scientist della missione, l’astrofisico Andrea Merloni del Max Planck

     04/03/2022
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I due strumenti a bordo dell’osservatorio spaziale Spektr-Rg. Il telescopio eRosita, con i suoi sette specchi, è quello più grande, al centro dell’immagine, mentre in alto a destra si vede Art-Xc. Crediti: Dlr German Aerospace Center

Fra le tante conseguenze sullo spazio dell’invasione russa dell’Ucraina c’è anche lo stop alle operazioni scientifiche del telescopio spaziale eRosita, uno dei due strumenti della missione russo-tedesca Spektr-Rg. Realizzato dal Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (Germania) e lanciato il 13 luglio 2019 dal cosmodromo di Baikonur insieme al telescopio russo Art-Xc, eRosita si è mostrato fin dai primi giorni uno strumento di qualità eccellente, con tutte le carte in regola per dare un forte impulso a un settore – quello dell’astrofisica spaziale a raggi X – che da tempo non vedeva entrare in azione un nuovo telescopio. Programma interrotto bruscamente il 26 febbraio scorso a seguito della raccomandazione di sospendere la cooperazione con la Russia. Ora eRosita è sospeso in safe-mode. Cosa significhi e quali ricadute possa avere per la scienza lo chiediamo al project scientis della missione, l’astrofisico Andrea Merloni, del Max Planck.

Dunque il telescopio è in modalità safe. Vuol dire che è spento?

«In safe mode le sette camere sono spente – e chiuse – ma lo strumento è acceso, e la regolazione della temperatura dei vari elementi (gli specchi in primis) rimane attiva. Il computer che “governa” eRosita è acceso, ed è in grado di registrare e trasmettere i valori di housekeeping, ovvero di monitoraggio dello stato del telescopio».

Quali conseguenze avrà questo stop sul programma scientifico della missione?

«Dal punto di vista programmatico, il principale obiettivo di eRosita è una survey profonda di tutto il cielo a raggi X. Il piano prevede 8 passaggi completi su tutto il cielo. Fino ad ora, circa 4.4 passaggi sono stati effettuati, dunque più della metà di quelli previsti. Ora la survey è ovviamente sospesa. Se e quando saremo in grado di ripartire, il piano sarà di completare il programma originario. Detto questo, il volume e la qualità dei dati accumulati fino a ora è straordinario, e solo in piccola parte sono già stati analizzati e pubblicati. Il nostro lavoro scientifico sui dati che abbiamo raccolto fino a ora continua. Da questo punto di vista i gruppi tedeschi e russi sono completamente indipendenti».

L’eventuale uscita dal safe mode, e dunque ritorno alla piena funzionalità, sarà indolore per eRosita o implica passaggi critici – per esempio, con il coinvolgimento di sistemi criogenici?

«No, non ci sono sistemi criogenici. Ogni risveglio dal safe mode è sempre delicato, ma in principio non ci sono particolari rischi o problemi».