MISURE DI PRECISIONE CON NICER, XMM, SIFAP2 E AQUEYE+

Per centocinquanta microsecondi di ritardo

Misurando il brevissimo intervallo temporale tra le emissioni in banda X e ottica di Psr J1023 – un raro tipo di pulsar – con quattro telescopi, fra i quali il Telescopio nazionale Galileo e il Telescopio Copernico dell’Istituto nazionale di astrofisica, un team guidato da Giulia Illiano dell’Inaf di Roma è riuscito a ricostruire la complessa geometria del sistema del quale la pulsar fa parte e il processo fisico all’origine del segnale

PIANETI LONTANI AI CONFINI DELLO SGUARDO. IN LIBRERIA

AAA domicili cosmici cercasi

Siamo sicuri di sapere cosa è un pianeta? Cosa rappresenta la sua idea nel pensiero umano? Siamo pronti ad abitare un nuovo pianeta? Ci trascina in un vortice di riflessioni astronomiche, storiche, filosofiche e letterarie Angelo Adamo in “Domicili cosmici”, alternando parole e immagini nella sua proposta illustrata di primo compendio di filosofia astronomica. Disponibile in libreria

IL PIANETA ROSSO RIMANE LA NUOVA FRONTIERA DELL’ESPLORAZIONE UMANA

Un’avventura chiamata Marte

Alla conquista del Pianeta rosso sono dedicate due recenti opere: un documentario su Amazon Prime che ha per protagonista il rover della Nasa Opportunity e il libro di Maria Giulia Andretta “Dalla Terra a Marte”. Le recensisce l’astrofisica Patrizia Caraveo in un articolo – che vi riproponiamo con il consenso dell’autrice – pubblicato domenica scorsa sul Sole24Ore

ALLA DERIVA NELLO SPAZIO INTRA-CLUSTER

Sulle tracce di stelle senza galassia

Hanno lasciano il “nido” sin dalla prima infanzia, e da miliardi di anni vagano solitarie nello spazio intergalattico del proprio ammasso, offrendo così agli astronomi la possibilità di tracciare la distribuzione della materia oscura. Ad accorgersi della precocità di queste stelle vagabonde, usando i dati raccolti con Hubble su dieci ammassi di galassie, una coppia di ricercatori della Yonsei University di Seoul

OLTRE LA POLVERE, CON LA VISTA A INFRAROSSI

Quella coda di Serpente nel cielo sopra Paranal

Una miriade di stelle fa capolino attraverso il debole bagliore aranciato della nebulosa Sh2-54 in questa nuova immagine a infrarossi. Ubicato nella costellazione del Serpente, questo straordinario vivaio stellare è stato catturato con tutti i suoi intricati dettagli utilizzando il telescopio Vista (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) situato presso l’Osservatorio del Paranal dell’Eso, in Cile

PLASMATE PER 10 MILIONI DI ANNI DA UN FLUSSO DI PLASMA A 1000 KM/S

Bolle soffiate dal vento del buco nero centrale

Secondo un recente studio condotto da Yutaka Fujita della Tokyo Metropolitan University, all’origine delle “bolle di Fermi” – enormi lobi che si estendono per decine di migliaia di anni luce dal centro della nostra galassia, così chiamate perché osservate per la prima volta dal telescopio spaziale Fermi della Nasa nel 2010 – vi sarebbe l’interazione tra un vento di particelle cariche, accelerate dal buco nero al centro della Via Lattea, e il gas dell’alone

ESCATOLOGIE COSMICHE. IN LIBRERIA

La verità, vi prego, sulla fine. Dell’universo

L’universo terminerà i suoi giorni con un grande botto? Oppure continuerà a espandersi verso un’insostenibile eternità di solitudine cosmica? Di questi e altri apocalittici scenari tratta “La fine di tutto”, saggio divulgativo della cosmologa statunitense Katie Mack, edito in Italia da Neri Pozza. Con la rassicurante cognizione che, qualunque sia la risposta, non dovremo preoccuparcene per molti miliardi di anni