LO STUDIO SU NATURE COMMUNICATIONS

El Gordo: ecco le linee del suo campo magnetico

Grazie a una tecnica innovativa, un gruppo internazionale di ricerca è riuscito a tracciare gli enigmatici campi magnetici che permeano cinque colossali ammassi di galassie, incluso il monumentale El Gordo, risalente a quando l’universo aveva circa 6,2 miliardi di anni. Chiara Stuardi (Inaf): «Questo approccio ci offre un modo nuovo per osservare e comprendere la distribuzione del campo magnetico in regioni che erano inaccessibili ai metodi tradizionali»

È DOVUTA AD ATOMI DI NEON, SILICIO E FERRO ALTAMENTE IONIZZATI

Radiazione X dal frammento d’una stella esplosa

L’analisi combinata dell’emissione X del resto di supernova Sn 1006 condotta con tre telescopi X e un telescopio infrarosso, confrontata con modelli teorici, ha permesso a un team guidato da Roberta Giuffrida, dell’Università di Palermo, di identificare un frammento stellare ricco di ferro che si è spinto ben oltre l’onda d’urto prodotta dall’esplosione

ANDREA MERLONI: “PER L’ASTRONOMIA A RAGGI X SI TRATTA DI NUMERI DA CAPOGIRO”

Settecentomila buchi neri nel cielo di eRosita

Nei soli primi sei mesi di osservazione, il telescopio per le alte energie eRosita ha collezionato, nell’intervallo di energia al quale è più sensibile, ben 170 milioni di fotoni X: una cifra record. E ha scoperto più sorgenti di raggi X di quante ne fossero state individuate nei precedenti 60 anni di storia dell’astronomia X. Tutti dati ora disposizione della comunità scientifica mondiale

LO STUDIO SU NATURE COMMUNICATIONS

La chimica di Winchcombe, senza trattamenti

Grazie a nuovo approccio metodologico, un team guidato dall’Università di Münster ha analizzato, per la prima volta senza alcun trattamento chimico, gli aminoacidi extraterrestri e altri composti organici in un campione della meteorite Winchcombe. I risultati, pubblicati su Nature communications, confermano la presenza di molecole prebiotiche

FRA LE IMMAGINI INVIATE, UNA “CUCCIOLATA” DI SASSI

Sulla Luna a testa in giù

Illuminato dalla luce del Sole sul lato in cui sono presenti i pannelli solari, il lander Slim della Jaxa è infine riuscito a ricaricare le batterie. E nonostante la posizione decisamente anomala nella quale si trova adagiato sul suolo lunare, è stato possibile riattivarlo, ristabilire i contatti e avviare il programma scientifico. Da oggi è di nuovo a riposo, ma pronto a riattivarsi se sopravviverà alle due settimane di notte lunare

IL CIELO DEL MESE DI FEBBRAIO 2024

Mostri marini in agguato

I primi giorni di questo mese sono ottimi per osservare il cielo. Allontanandosi dalle luci cittadine si può andare alla ricerca delle belle costellazioni che questo periodo ci offre, comprese quelle più trascurate. Mentre la cometa 144P / Kushida solcherà il cielo in corrispondenza dell’ammasso delle Iadi, possiamo godere di un panorama celeste romantico. E poi, su Telegram, un’imperdibile novità per gli amanti del cielo stellato: “Notturno Inaf”

I TDE VANNO CERCATI ANCHE NELL’INFRAROSSO

A tavola con diciotto buchi neri

Ovunque nel cielo stanno avendo luogo eventi di distruzione mareale. Si possono vedere, certo, ma bisogna sapere come cercarli. Un gruppo di scienziati del Mit ha capito che guardando nell’infrarosso se ne riescono a trovare molti di più rispetto alle sole osservazioni nel visibile e nei raggi X, grazie alla polvere che circonda i buchi neri e che emette radiazione in seguito al riscaldamento indotto dai loro banchetti. I dettagli su ApJ