Nelle rocce le tracce d’un nuovo ciclo astronomico
Analizzando campioni di sedimento che coprono circa 70 milioni di anni di storia della Terra, un team di ricercatori guidato dall’Università di Sydney ha scoperto un nuovo ciclo astronomico lungo 2,4 milioni di anni durante il quale la Terra sperimenta temperature più alte e un’accelerazione della circolazione oceanica profonda. Lo studio, pubblicato ieri su Nature Communications, suggerisce che a produrre questo ciclo sia l’interazione gravitazionale tra la Terra e Marte
Bloodstain pattern analysis in microgravità
Un nuovo studio pilota guidato dalla Staffordshire University mette in evidenza il comportamento del sangue in condizioni di microgravità e l’analisi di macchie di sangue a bordo dei veicoli spaziali. Grazie a esperimenti condotti a bordo di un aereo parabolico Boeing 727, è stato possibile studiare come una miscela simile al sangue umano si disperde in condizioni di gravità alterata
Una squadra di mini rover per la Luna
Il team di piccoli rover lunari del progetto Cadre della Nasa è pronto per il lancio. Questi tre mini robot, grandi quanto un bagaglio a mano, sono in grado di cooperare, e in piena autonomia: esploreranno la Luna in modo sincronizzato, mappandola e conducendo esperimenti senza i comandi dei controllori di missione sulla Terra, aprendo la strada a future missioni multirobot a supporto degli astronauti
Webb sfida i modelli per l’universo giovane
Grazie al James Webb Space Telescope sono state ottenute immagini dettagliate di Gz9p3, una delle prime galassie dell’universo: appare molto più massiccia di quanto fosse previsto dai modelli fino a ora. Allo studio, guidato da Kristan Boyett della University of Melbourne e pubblicato la settimana scorsa su Nature Astronomy, hanno preso parte anche dieci ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica
Le scorribande di Srt nell’ammasso della Chioma
Il Sardinia Radio Telescope protagonista di osservazioni a frequenze record dell’ammasso di galassie della Chioma. Grazie al confronto e all’integrazione con i dati presi dai più grandi radiotelescopi “single-dish” al mondo, ora abbiamo molte più informazioni relative a intensità e polarizzazione sia dell’alone radio al centro dell’ammasso che del relitto radio nella sua periferia
Baby quasar… cosa vuoi fare da grande?
Quelli che in apparenza, nelle immagini del Jawes Webb Space Telescope, non sembrano altro che piccoli punti rossi potrebbero celare una natura sorprendente: secondo uno studio guidato da Jorryt Matthee dell’Istituto austriaco di scienza e tecnologia, pubblicato la settimana scorsa su The Astrophysical Journal, potrebbero essere buchi neri supermassici ancora in fasce






