Marte a portata di mano
Arriva “Occhi su Marte” all’Università di Roma Tre, con la collaborazione dell’Inaf Iaps di Roma. Una serata di laboratori, conferenze e giochi per i più piccoli, che potranno simulare una tempesta marziana, costruire nebulose in bottiglia, farsi coinvolgere in una caccia alle particelle e scattarsi un selfie dalla superficie del Pianeta rosso
Brillamento stellare da record
Il James Clerk Maxwell Telescope ha rilevato un brillamento stellare 10 miliardi di volte più intenso di quelli che avvengono sul Sole, in una delle regioni di formazione stellare a noi più vicine, la Nebulosa di Orione. Si tratta di una scoperta storica, che potrebbe svelare le risposte a domande vecchie di decenni sull’origine del nostro Sistema solare. Tutti i dettagli su ApJ
Ultima chiamata per Oppy
La supernova che ci asciugò prima dell’uso
Le caratteristiche ospitali del nostro pianeta potrebbero essere in parte dovute a una stella massiccia presente al momento della nascita del Sole. Senza i suoi elementi radioattivi iniettati nel Sistema solare primitivo – alluminio-26 in testa – il destino della Terra sarebbe potuto essere quello di un ostile mondo oceanico coperto da spesse lastre di ghiaccio
Groenlandia: i crateri potrebbero essere due
Lhc ha un erede designato: un anello da 100 km
Per ora è solo sulla carta. Se però il progetto del Future Circular Collider andrà in porto, sarà il più grande acceleratore di sempre: in grado di raggiungere i 100 TeV. In che modo? A cosa servirà? E perché c’è chi, dalle pagine del New York Times, critica l’opera? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Zoccoli, fisico delle particelle e membro della giunta esecutiva dell’Infn






