REGISTRATO SU UNA GIOVANE STELLA

Brillamento stellare da record

Il James Clerk Maxwell Telescope ha rilevato un brillamento stellare 10 miliardi di volte più intenso di quelli che avvengono sul Sole, in una delle regioni di formazione stellare a noi più vicine, la Nebulosa di Orione. Si tratta di una scoperta storica, che potrebbe svelare le risposte a domande vecchie di decenni sull'origine del nostro Sistema solare. Tutti i dettagli su ApJ

Crediti: James Clerk Maxwell Telescope

Il James Clerk Maxwell Telescope (Jcmt), presso l’Osservatorio di Mauna Kea, alle Hawaii, ha registrato un brillamento stellare 10 miliardi di volte più intenso di quelli che avvengono sul Sole. Si tratta di una scoperta storica, che potrebbe fornire risposte a domande vecchie di decenni sull’origine del nostro Sistema solare.

«Una scoperta di questa portata poteva accadere solo alle Hawai», dice Steve Mairs, astronomo coordinatore del team che ha scoperto il brillamento stellare. «Usando il Jcmt studiamo la nascita delle stelle vicine, che ci aiuta a comprendere la storia del Sistema solare. L’osservazione di brillamenti su stelle più giovani è un nuovo ambito di ricerca che ci sta fornendo la chiave per approfondire le condizioni fisiche di questi sistemi. Questa è una delle vie che stiamo perseguendo per rispondere a domande sullo spazio, sul tempo e sull’universo che ci circonda».

Il Jcmt Transient Survey team – una collaborazione internazionale di 80 astronomi che sta monitorando otto regioni di formazione stellare nella Via Lattea, con cadenza mensile, da dicembre 2015 fino al 2020 (quasi mille stelle, in totale) – ha registrato il brillamento, avvenuto circa 1.500 anni fa, utilizzando Scuba-2: una camera bolometrica di 10mila pixel operante simultaneamente a 450 e 850 micron, mantenuta ad una temperatura di circa 50 millikelvin (-272.95 gradi Celsius). Il brillamento, identificato da Mairs grazie all’impiego di sofisticate tecniche di analisi delle immagini, si pensa sia stato causato dalla perturbazione di un intenso campo magnetico che stava incanalando materiale verso una giovane stella la cui massa stava accrescendosi a scapito dei suoi dintorni. L’evento si è verificato in una delle regioni di formazione stellare a noi più vicine, la Nebulosa di Orione, ed è durato solo poche ore.

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