INCREDIBILMENTE MASSICCIO PER ESSERE DI TIPO STELLARE

Quel buco nero non dovrebbe esistere

Si trova a 15mila anni luce da noi e ha una massa mostruosa, per essere un buco nero stellare: circa 70 volte quella del Sole – vale a dire, quattro o cinque volte quella che era ritenuta la massa limite per un buco nero di questo tipo. Si chiama Lb-1, e alla sua scoperta – guidata da Jifeng Liu dell’Accademia cinese delle scienze e pubblicata oggi su Nature – ha preso parte anche Mario Lattanzi dell’Istituto nazionale di astrofisica

VISTA IN DETTAGLIO DAL RADIOTELESCOPIO VLA

La pelliccia magnetica della Galassia Balena

Osservati in dettaglio per la prima volta campi magnetici coerenti, che si estendono al di sopra e al di sotto del disco galattico, nell’alone di una vicina galassia, un po’ più piccola della Via Lattea

IPOTESI CHE POTREBBE APRIRE UN NUOVO CAMPO IN ASTRONOMIA

Sistemi planetari attorno a buchi neri

Un nuovo studio giapponese ipotizza che attorno ai buchi neri supermassicci, presenti al centro dei nuclei galattici attivi, potrebbero formarsi decine di migliaia di pianeti, con una massa 10 volte superiore alla Terra, in orbita a circa 10 anni luce dal buco nero. Tutti i dettagli su ApJ

AIUTIAMO LA MISSIONE SPAZIALE HERA A STUDIARE I NEO

Odissea fra gli asteroidi

La missione spaziale Hera avrà come obiettivo principale lo studio del satellite dell’asteroide binario Didymos, ma potrebbe avere la possibilità di studiare altri asteroidi della Fascia principale interna. Al centro operativo dell’Esa hanno individuato sette possibili asteroidi che necessitano di studi astrometrici e fotometrici per vedere quale sia il più interessante: tutti ottimi target per gli astrofili impegnati nel campo dei corpi minori

L’ARTICOLO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Il re Mida della formazione stellare

Scoperto da un team a guida Inaf un buco nero supermassiccio che, oltre a divorare tutto quello che trova intorno a sé, grazie ai getti di materia espulsi potrebbe aver innescato i processi di formazione di nuove stelle non in una ma addirittura in più galassie vicine a quella in cui si trova

CON UN COMMENTO DI MARIO DI MARTINO DELL’INAF

L’età dei crateri più grandi della Terra

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Meteoritics & Planetary Science è stata presentata l’età del cratere di Wolfe Creek calcolata utilizzando due tecniche di datazione, arrivando alla conclusione che l’impatto sia avvenuto 120mila anni fa. La nuova stima ha permesso anche di aggiornare il calcolo del tasso di impatto di grossi meteoriti sulla Terra, che adesso ne prevede uno ogni 180 anni

STELLE VECCHIE AL CENTRO E IN PERIFERIA, STELLE GIOVANI IN MEZZO

Inattesa curva demografica per 69 galassie

Uno studio sulle popolazioni stellari di galassie molto antiche prese in esame durante la survey Califa sorprende gli astronomi: l’andamento delle età delle stelle non è uniforme dal centro verso l’esterno delle galassie, come invece ci si aspettava. Ne parliamo con Stefano Zibetti dell’Inaf di Arcetri, primo autore dell’articolo pubblicato su Mnras