VISTA IN DETTAGLIO DAL RADIOTELESCOPIO VLA

La pelliccia magnetica della Galassia Balena

Osservati in dettaglio per la prima volta campi magnetici coerenti, che si estendono al di sopra e al di sotto del disco galattico, nell’alone di una vicina galassia, un po’ più piccola della Via Lattea

     27/11/2019
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Crediti: Immagine composta da Jayanne English, Università di Manitoba

Benché assomigli più a una sardina, l’immagine a fianco ritrae la cosiddetta Galassia Balena, Ngc 4631, una galassia a spirale dalle dimensioni un po’ più piccole della Via Lattea. Scoperta nel 1787 dal famoso astronomo britannico Sir William Herschel, Ngc 4631 dal punto di vista terrestre risulta quasi completamente di taglio. L’interesse di questa particolare immagine, frutto della composizione tra dati ottici e radio, risiede in quella sorta di “peluria” colorata sulla pelle del cetaceo cosmico.

I filamenti in questione sono il risultato delle osservazioni condotte con il radiotelescopio statunitense Very Large Array (Vla), e rivelano le linee di forza del campo magnetico galattico che si protendono nello spazio, al di sopra e al di sotto del disco, oltre quello che viene definito alone galattico.

I filamenti verdi rappresentano line di campo magnetico puntate verso la nostra direzione, mentre il campo magnetico dei filamenti blu è orientato in direzione opposta. Come sostiene la relativa ricerca appena pubblicata su Astronomy & Astrophysics, è la prima volta che questo fenomeno, con i campi magnetici alternati in direzione, viene osservato nell’alone di una galassia.

L’immagine complessiva ottenuta, spiegano gli autori del nuovo studio, indica la presenza di un campo magnetico coerente su larga scala, con le linee di campo allineate nella stessa direzione su distanze di migliaia di anni luce. Campo magnetico che viene generato dall’azione della dinamo all’interno della galassia e che si protende molto all’esterno, sotto forma di gigantesche “corde” magnetiche perpendicolari al disco, seguendo l’andamento a spirale che origina i bracci della galassia.

Secondo le ricercatrici e i ricercatori – tra cui Silvia Carolina Mora-Partiarroyo e Marita Krause dell’Istituto tedesco Max-Planck per la Radioastronomia, leader del gruppo internazionale che ha condotto la ricerca –, le tecniche utilizzate in questo studio per determinare la direzione delle linee del campo magnetico potranno essere utilizzate su questa e altre galassie per rispondere a domande importanti, per esempio quanto siano comuni i campi magnetici coerenti negli aloni galattici e quali forme assumano.

Costruire un tale quadro, dicono gli scienziati, aiuterebbe a comprendere il modo in cui le galassie acquisiscono i loro campi magnetici e se tutti questi siano prodotti da un effetto dinamo. Inoltre, si domandano in conclusione gli autori, questi campi magnetici di alone galattico possono fornire una qualche illuminazione sulla misteriosa origine degli ancora più maestosi campi magnetici intergalattici che sono stati osservati?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Per saperne di più:

  • L’articolo pubblicato su Astronomy & AstrophysicsCHANG-ES XV: Large-scale magnetic field reversals in the radio halo of NGC 4631”, di Silvia Carolina Mora-Partiarroyo, Marita Krause, Aritra Basu, Rainer Beck, Theresa Wiegert, Judith Irwin, Richard Henriksen, Yelena Stein, Carlos J. Vargas, Volker Heesen, Rene A. M. Walterbos, Richard J. Rand, George Heald, Jiangtao Li, Patrick Kamieneski e Jayanne English