MANTENUTO DALLA MAGNESIA, SALVÒ L’ATMOSFERA

Così era il guscio magnetico primordiale

Oltre quattro miliardi di anni fa il nostro pianeta era già avvolto in uno scudo magnetico che proteggeva l’atmosfera dal vento solare. Un campo magnetico relativamente forte e alimentato dalla precipitazione di ossido di magnesio verso il centro della Terra, suggerisce un’analisi, pubblicata su Pnas, condotta su cristalli di zirconio da un team della University of Rochester

CON UN COMMENTO DI ROBERTO SCARAMELLA DELL’INAF

Materia oscura calda, fredda o tiepidina?

I fisici dell’Università della California a Davis stanno cercando di misurare la temperatura della materia oscura servendosi del fenomeno delle lenti gravitazionali. Analizzando sette quasar “lensati” hanno misurato la dimensione delle lenti gravitazionali, ponendo un limite inferiore alla massa di una potenziale particella di materia oscura.

GRAZIE AI DATI DEL ROVER CURIOSITY

Acqua di Marte: quasi neutra e oligominerale

Utilizzando i dati mineralogici e chimici di sedimenti argillosi ottenuti dal rover della Nasa Curiosity, un team di ricercatori del Tokyo Institute of Tecnology ha ricostruito la composizione chimica dell’acqua che una volta era presente sulla sua superficie. I dettagli della ricerca sono riportati su Nature Communications

FORSE ALL’ORIGINE DEL “GRANDE DISGELO”

È in Australia il più antico cratere da impatto

Una nuova ricerca firmata Nasa è riuscita a datare il cratere Yarrabubba in Australia: 2 miliardi e 229 milioni di anni, dunque più antico del Vredefort Dome sudafricano, fino a oggi detentore del primato. L’impatto potrebbe anche essere legato alla fine dell’era glaciale del paleo-proterozoico

EOVSA MISURA IL RAPIDO DECADIMENTO DEL CAMPO MAGNETICO

Evoluzione di un brillamento a microonde

Il radiotelescopio Eovsa del NJit ha catturato l’evoluzione di un potente brillamento solare, permettendo di mappare, per la prima volta, il campo magnetico nella corona solare e monitorare come tale campo sia cambiato durante il brillamento stesso. Gli scienziati hanno riscontrato un forte calo della sua intensità per circa 2 minuti, corrispondente a un rilascio di energia magnetica sufficiente per alimentare l’intero brillamento solare. Determinare l’origine di questa energia aiuterà a prevedere quanto potrebbero essere forti i futuri brillamenti solari e il loro potenziale impatto sulla meteorologia spaziale in prossimità della Terra. Tutti i dettagli su Science

IL PRIMO CONGRESSO È GIÀ DISPONIBILE SU YOUTUBE

YouSait, videomemorie astronomiche

La Società astronomica italiana, in occasione del suo centenario, inaugura un nuovo canale per la registrazione e la diffusione delle sue “Memorie”: una sezione video nella quale viene offerta una registrazione di alta qualità dei singoli interventi dei relatori. A ogni presentazione è assegnato anche un codice Doi, così da garantirne la tracciabilità negli archivi e trattarla alla pari delle pubblicazioni cartacee

DA VIRTIS E ROSINA INFORMAZIONI SUL SUO LUOGO DI NASCITA

Mattoni della vita sulla cometa 67/P

Le analisi dei dati ottenuti dagli strumenti a bordo della sonda Rosetta dell’Esa stanno facendo luce sulla misteriosa composizione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, rivelando una miscela di composti ritenuti precursori essenziali della vita, compresi i sali di ammonio e un particolare tipo di idrocarburi. Questi nuovi studi – condotti anche da numerosi ricercatori dell’Inaf, fra i quali Andrea Raponi, Fabrizio Capaccioni e Mauro Ciarniello – suggeriscono che la cometa abbia estratto questo materiale dalla “nube presolare” dalla quale il Sistema solare ha avuto origine, circa 4.6 miliardi di anni fa