IL PRIMO CONGRESSO È GIÀ DISPONIBILE SU YOUTUBE

YouSait, videomemorie astronomiche

La Società astronomica italiana, in occasione del suo centenario, inaugura un nuovo canale per la registrazione e la diffusione delle sue “Memorie”: una sezione video nella quale viene offerta una registrazione di alta qualità dei singoli interventi dei relatori. A ogni presentazione è assegnato anche un codice Doi, così da garantirne la tracciabilità negli archivi e trattarla alla pari delle pubblicazioni cartacee

     21/01/2020

La raccolta degli interventi al primo congresso messo in rete in formato video (cliccare per accedervi)

Fondata nel 1872 da Pietro Tacchini come Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani e specializzata nella pubblicazione di atti di congressi, quella che si chiama oggi Memorie della Società Astronomica Italiana è una fra le più antiche riviste di astronomia al mondo. Tuttavia, avere una lunga storia e un’ottima gestione non sono un’assicurazione contro l’evoluzione del settore congressuale, che vede gli oratori sempre meno vogliosi di dedicare tempo alla scrittura dei loro interventi, ben sapendo che poi la pubblicazione all’interno dei proceedings di un congresso, pur su una rispettata rivista come le Memorie che l’ha fatta passare al vaglio di referees, verrà valutata meno di un articolo su una rivista internazionale.

In occasione del centenario della Società astronomica italiana (Sait), ci si è dunque chiesti se fosse possibile rivitalizzare la rivista sfruttando le nuove tecnologie. È così che è nata l’idea di aggiungere alle Memorie cartacee una sezione video nella quale viene offerta una registrazione di alta qualità degli interventi. Un modo per allargare l’audience dei congressi dando maggiore visibilità agli oratori, alle cui presentazioni viene assegnato anche un codice Doi.

«A partire dal 2003, sulla base di una forte richiesta da parte della comunità», ricorda sul sito della Sait il direttore della rivista, Piercarlo Bonifacio, «è stata introdotta la serie dei Supplementi, esclusivamente elettronica, per permettere di pubblicare gli atti di più di quattro congressi all’anno, come possibile nel formato trimestrale delle Memorie. In largo anticipo rispetto al movimento di pubblicazione open access, la Sait decise di rendere le versioni elettroniche liberamente accessibili su scala mondiale, dimostrando di essere all’avanguardia. Negli ultimi anni, però, le modalità di comunicazione scientifica sono cambiate molto rapidamente. La pubblicazione di atti di un congresso è piuttosto l’eccezione che la regola. Ci è sembrato quindi che fosse venuto il momento di chiudere questo capitolo nella storia delle Memorie, che tanto ha contribuito allo sviluppo della nostra comunità, e aprire la strada a forme di comunicazione più moderne. È questo che ci proponiamo di fare iniziando l’avventura delle Video Memorie».

La scelta del video come mezzo di registrazione e diffusione delle Memorie fa sì che gli oratori non debbano investire tempo nella scrittura del loro intervento, continuando però a garantirne la tracciabilità negli archivi e trattandolo alla pari di ogni altra pubblicazione. Il primo congresso a essere videoregistrato è stato Wavefront sensing in the Vlt/Elt era, 4th edition (Firenze, ottobre 2019), e i singoli interventi sono già consultabili nella sezione dedicata del sito web.

«Le Video Memorie vogliono essere un contributo della Sait a valorizzare in maniera moderna il lavoro dalla comunità astronomica», auspica Roberto Buonanno, presidente della Sait. «Ci aspettiamo che diventino presto un mezzo normale per lasciare traccia dei congressi internazionali che si tengono in Italia».

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