OSSERVATA TRA IL 2001 E IL 2011, NEL 2019 È SPARITA

La misteriosa scomparsa di una stella massiccia

Usando il Very Large Telescope dell’Eso, alcuni astronomi hanno scoperto l’assenza di una stella massiccia instabile nella galassia nana Kinman. Gli scienziati pensano che ciò potrebbe indicare che la stella è diventata meno luminosa e parzialmente oscurata dalla polvere. Una spiegazione alternativa è che la stella sia collassata a formare un buco nero senza produrre una supernova, un evento estremamente raro. Tutti i dettagli su Mnras

QUANDO LA FUSIONE DI DUE BUCHI NERI GENERA LUCE

Un’illuminante scoperta nei pressi di un buco nero

Grazie alla Zwicky Transient Facility del Caltech, gli astronomi hanno rilevato un flare da un quasar distante, a pochi giorni dalla rilevazione delle onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri avvenuta il 21 maggio 2019 da parte di Ligo/Virgo – flare che si ritiene sia derivato dalla fusione stessa. Tutti i dettagli su Physical Review Letters

GAIA-ESO SCOPRE UNA STELLA ANOMALA

L’abbondanza di litio nelle stelle resta un mistero

Nell’ammasso globulare Ngc 1261 è stata osservata una stella straordinariamente ricca di litio. Questa scoperta, ottenuta con i dati della survey Gaia-Eso, non è spiegabile con le teorie classiche di formazione stellare. I risultati sono stati appena pubblicati su Astronomy & Astrophysics

IL FERRO PURO È CIRCA L’OTTO PER CENTO PIÙ DENSO

La densità del ferro fuso nel cuore della Terra

Combinando la radiazione di sincrotrone prodotta dallo strumento Spring-8 con le potenti presse di cui è dotata la facility giapponese e un nuovo metodo analitico, un team internazionale di ricercatori guidati dall’Università di Kyoto è riuscito a stimare con estrema precisione la densità del ferro liquido puro in condizioni simili a quelle presenti nel nucleo esterno della Terra. Tutti i dettagli su Physical Review Letters

LO STUDIO PRESENTATO OGGI AL MEETING DELLA EUROPEAN ASTRONOMICAL SOCIETY

Lo shock della prima nova gamma

Un gruppo internazionale di ricercatori ha osservato con una precisione mai raggiunta prima – grazie alla tecnica Vlbi, che combina insieme le osservazioni di più radiotelescopi sulla Terra – una sorgente di raggi gamma variabile rivelata nel 2010 dal satellite Nasa Fermi. Si tratta di V407 Cygni, una nova simbiotica: la prima vista da Fermi emettere radiazione di altissima energia, e capostipite di una nuova classe di oggetti gamma. I ricercatori sono riusciti nell’impresa di osservare in modo diretto lo shock prodotto dalla poderosa esplosione cosmica. Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, vede come primo autore Marcello Giroletti dell’Inaf

È IL SECONDO QUASAR PIÙ LONTANO DI SEMPRE, E IL PIÙ MASSICCIO

Un buco nero mostruoso nell’universo primordiale

Gli astronomi hanno scoperto il secondo quasar più lontano di sempre, nonché il primo a ricevere un nome indigeno hawaiano, Pōniuāʻena. Con una massa di 1.5 miliardi di volte la massa del Sole, è il quasar più massiccio a oggi conosciuto nell’universo primordiale, la cui luce risale a un periodo in cui l’universo aveva solo 700 milioni di anni, ossia 13 miliardi di anni fa. Alla ricerca, pubblicata su ApJ Letters, ha partecipato anche Roberto Decarli dell’Inaf

LA SCOPERTA GRAZIE AL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE

Il pipistrello cosmico sta sbattendo le ali

Un altro caso di serendipità vede coinvolto il telescopio spaziale Hubble, che ha catturato a distanza di tempo l’immagine della Bat Shadow – l’ombra del pipistrello – e scoperto che, rispetto alla prima osservazione, l’ombra si è mossa. Proprio come se il pipistrello stesse sbattendo le ali nella Nebulosa Serpente, in cui si trova. I ricercatori ne ipotizzano il motivo in un articolo pubblicato su ApJ