LA SCOPERTA SU NATURE ASTRONOMY

Croste di pianeti rocciosi su quattro stelle morenti

Un team di astronomi dell’Università di Warwick ha rilevato nelle atmosfere di quattro nane bianche un’abbondanza relativa di litio e potassio analoga a quella che si riscontra nella crosta terrestre. Poiché si tratta di quattro fra le nane bianche più antiche della nostra galassia, potrebbero essere sede di alcuni fra i sistemi planetari più antichi mai scoperti

OLTRE UNA CERTA SOGLIA FRENA LA CRESCITA DEI PIANETI

Magnetismo in azione nei dischi protoplanetari

Uno studio svizzero pubblicato su Nature Astronomy spiega come, grazie all’interazione tra gravità diffusa e magnetismo su piccola scala, gli esopianeti di massa intermedia siano di gran lunga i più comuni tra quelli sinora scoperti. Per arrivare a questo risultato è stato necessario utilizzare il supercomputer “Piz Daint”

TEMPO PER L’ANALISI DATI DIMEZZATO PER L’ESPERIMENTO HAYSTAC

A caccia di assioni con il quantum squeezing

Un team di ricercatori guidato dalla Yale University ha utilizzato una tecnica innovativa – chiamata spremuta quantistica (quantum squeezing) – per migliorare l’efficienza dell’esperimento Haystac nel cercare uno dei candidati attualmente più promettenti della materia oscura: l’assione. Tutti i dettagli su Nature

PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL PROGRAMMA STARSHIP DI SPACEX

Fail fast, succeed faster

Il 2 febbraio scorso, dal Boca Chica Launch Site, in Texas, il prototipo Sn9 di Starship ha concluso il suo volo di test con un atterraggio esplosivo sotto gli occhi del gemello Sn10. Per apprezzare al meglio questo lancio, gli obiettivi e il futuro del visionario progetto Starship di Elon Musk abbiamo intervistato un appassionato di aeronautica e astronautica, Tommaso Ravaglioli, esperto in ambito aerospaziale

IL RISULTATO È PUBBLICATO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Tanti piccoli buchi neri nel cuore di Ngc 6397

Due astronomi dell’Institut Astrophysique de Paris hanno trovato – grazie ai dati dei telescopi spaziali Hubble e Gaia – qualcosa di inaspettato nel cuore dell’ammasso globulare Ngc 6397: non un singolo buco nero intermedio, come si attendevano, ma una concentrazione di buchi neri più piccoli, progressivamente precipitati verso il centro dell’ammasso a seguito di interazioni gravitazionali

MESSA A PUNTO UNA NUOVA TECNICA PER LA RICERCA DI ESOPIANETI ABITABILI

C’è un pianeta? Immagine diretta da Alpha Centauri

Guardare direttamente pianeti che potrebbero sostenere la vita intorno alle stelle vicine: è quanto riesce a fare una nuova tecnica proposta da un team di astronomi e presentata su Nature Communications. Lo studio, che aveva come obiettivo trovare un pianeta potenzialmente abitabile all’interno del sistema di Alpha Centauri, dopo quasi cento ore di osservazione e 7 terabyte di immagini prese ha rivelato un segnale – il candidato pianeta C1. La tecnica è promettente e rivoluzionaria, ma servono ulteriori verifiche prima di poter confermare la natura dell’emissione

LO STUDIO PUBBLICATO SU SCIENCE

Ritratto di una galassia da giovane

Un team internazionale di ricercatori guidato da Federico Lelli dell’Inaf ha studiato, grazie al telescopio Alma in Cile, la remotissima galassia Aless 073.1 osservandola com’era dodici miliardi e mezzo di anni fa. L’aspetto davvero inatteso della galassia che, pur essendo stata osservata 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang sembra avere tutte le caratteristiche che ci si aspetta da una galassia molto più evoluta, ha indotto gli scienziati a porsi alcuni interrogativi sulle attuali teorie che descrivono la formazione delle galassie