Navigando ai confini della Via Lattea
Uno studio recentemente pubblicato su Nature ha prodotto una nuova mappa della nostra galassia, la Via Lattea, in cui viene mostrata la scia di stelle prodotta dall’interazione del suo alone galattico con la Grande Nube di Magellano. La morfologia e l’intensità della scia potrebbero essere utilizzate per ottenere informazioni sulla natura della materia oscura
Ingenuity ora fa sul serio: ha volato per 50 metri
Una volta raggiunti i cinque metri di quota, Ingenuity si è un po’ inclinato e si è allontanato, alla rispettabilissima velocità di due metri al secondo, coprendo più o meno la distanza di mezzo campo da calcio e facendo infine ritorno al luogo di partenza. Una manovra, mai provata prima qui sulla Terra, il cui successo apre la strada a un modo del tutto nuovo di esplorare Marte
Anatomia del superflare di Proxima Centauri
È stato un brillamento record, quello osservato sulla stella più vicina al Sistema solare il primo maggio 2019. Record per potenza, circa cento volte superiore a quella dei brillamenti prodotti dal Sole. E record per quantità d’informazioni raccolte grazie ai dati multibanda, dal radio all’X, acquisiti attraverso cinque telescopi spaziali e terrestri
Esopianeti come rivelatori di materia oscura
Nella ricerca della materia oscura nell’universo, due astrofisici suggeriscono che potrebbe essere rilevata misurando l’effetto che ha sulla temperatura degli esopianeti: più materia oscura viene catturata dal pianeta, più dovrebbe riscaldarlo annichilendosi. Tutti i dettagli su Physical Review Letters
La vita su Marte va cercata in profondità
Per avere qualche speranza di trovare sul Pianeta rosso tracce di vita occorre andare a guardare sotto la superficie. È quanto afferma un nuovo studio di astrobiologia che ha riscontrato una promettente somiglianza fra la composizione delle rocce della crosta marziana e quelle che, nelle profondità della superficie terrestre, danno origine alla vita microbica. Il meccanismo che permette di fare a meno della luce del Sole è quello della radiolisi
Adagio con brio: così ruotano le vecchie stelle
Le stelle simili al Sole sembrano perdere meno velocità di rotazione con l’avanzare dell’età rispetto a quanto previsto dai modelli di frenamento magnetico ritenuti validi finora. Lo mostrano i risultati di un nuovo studio, pubblicati oggi su Nature Astronomy, guidato dall’Università di Birmingham. La spiegazione potrebbe dipendere dall’evoluzione del campo magnetico delle stelle stesse






