IN PUBBLICAZIONE SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

I “falò” che riscaldano la corona solare

Secondo nuove simulazioni numeriche della struttura magnetica del Sole, dietro il misterioso riscaldamento della corona ci sarebbero proprio i “falò solari” – brillamenti in miniatura scoperti lo scorso anno dalla sonda Solar Orbiter, solo pochi mesi dopo il lancio. I risultati sono stati presentati ieri durante l’assemblea generale della European Geosciences Union

SPESSORE SUPERIORE AL PREVISTO: SEGNO DI UN’EQUAZIONE DI STATO “STIFF”

Misurata la pelle di neutroni del piombo

Il guscio di neutroni che avvolge i protoni del nucleo di un atomo di piombo è spesso 0,28 femtometri. Un risultato che offre importanti informazioni per comprendere l’equazione di stato della materia nucleare, non solo per i nuclei atomici ma anche per le stelle di neutroni. Ne parliamo con uno degli autori del complesso esperimento, il fisico Guido Maria Urciuoli dell’Infn di Roma

MAI RILEVATI PRIMA NELL’ATMOSFERA DI UN PIANETA EXTRASOLARE

Radicali idrossilici nell’atmosfera di Wasp-33b

Grazie ai dati ottenuti dallo spettrografo a infrarossi Ird montato sul telescopio Subaru da 8.2 metri dell’Osservatorio di Mauna Kea, nelle Hawaii, un team di astronomi ha scoperto la firma del radicale idrossile nell’atmosfera del gioviano ultracaldo Wasp-33b. Con il commento di Matteo Brogi, professore all’Università di Warwick, nel Regno Unito, associato Inaf e coautore dello studio

L’UOMO PIÙ SOLO A UN PASSO DALLA LUNA È MORTO IERI A 90 ANNI

Addio Michael Collins, astronauta dell’Apollo 11

Mentre i suoi colleghi Neil Armstrong e Buzz Aldrin erano i primi uomini a camminare sul nostro satellite, restò a pilotare il modulo di comando nell’orbita lunare. “La cosa che ricordo di più”, raccontava, “è l’immagine della Terra vista da lontano, piccola, molto luminosa, blu e bianca. Splendente, bella, serena e fragile”

LA SCOPERTA PUBBLICATA SU NATURE

Il risveglio di due buchi neri supermassicci

Grazie ai dati raccolti dalla missione spaziale Srg/eRosita, un team guidato da ricercatori dell’Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre in Germania, a cui ha partecipato anche Gabriele Ponti dell’Inaf, ha individuato due galassie finora considerate quiescenti che invece mostrano eruzioni quasi-periodiche. I nuclei di queste galassie emettono potenti bagliori nei raggi X ogni poche ore, raggiungendo picchi di luminosità paragonabili a quelli prodotti da un’intera galassia. Questo comportamento pulsante potrebbe essere dovuto a una stella o un oggetto celeste di massa simile che orbita attorno al buco nero supermassiccio situato nelle regioni centrali della galassia

SONO LE PRIME SCOPERTE DAL PRECURSORE DI SKA

Otto pulsar al millisecondo per MeerKat

Sfruttando la sensibilità delle antenne paraboliche sudafricane, un gruppo guidato da radioastronomi dell’Istituto nazionale di astrofisica ha scandagliato le regioni centrali di alcuni ammassi globulari in cerca di pulsar debolissime. Maggiori dettagli sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

POTREBBE ESSERE IL PARTNER DEL BUCO NERO CHE HA PRODOTTO GW 190814

Stella di quark, un compagno “strano”

Vi ricordate di Gw 190814, il segnale gravitazionale rilevato da Ligo e Virgo nell’agosto del 2019? A produrlo fu la fusione di due oggetti compatti: un buco nero da 23 masse solari e un oggetto di circa 2.6 masse solari la cui natura è ancora avvolta nel mistero. Secondo uno studio pubblicato su Physical Review Letters, potrebbe essere stata una stella di quark strani. Ne parliamo con Alessandro Drago dell’università di Ferrara, associato Infn e co-autore dello studio