LA PRIMA MISSIONE DI DIFESA PLANETARIA

LiciaCube pronto per salire a bordo di Dart

Scatti fotografici ad alta risoluzione per il microsat italiano, realizzato da Argotec e Asi, che volerà con la Nasa alla volta di un asteroide. Importante la partecipazione dell’Inaf, a cui è affidato anche il coordinamento scientifico delle attività di LiciaCube nell’ambito della missione Dart

INCROCIANDO I DATI DI XMM-NEWTON E JUNO

Mistero svelato sulle aurore nei raggi X di Giove

Finalmente risolto il mistero sui meccanismi che producono le aurore a raggi X di Giove e sul quale gli astronomi si interrogavano da quarant’anni. Per la prima volta, un team di planetologi è riuscito a osservare l’intero processo, che potrebbe avvenire anche in molte altre parti dell’Universo

LUNEDÌ 12 LUGLIO, ORE 21:30, A SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)

SoniCosmos, sinfonia per ventimila galassie sole

L’idea è nata dall’incontro fra un astronomo con la passione per la musica e tre artisti del suono con la passione per la scienza. Il primo ha messo a disposizione i dati di migliaia di galassie. I secondi – con competenze che spaziano dall’acustica alla composizione, dall’informatica all’elettronica – li hanno “sonificati”. Sarà possibile ascoltare il risultato nela conferenza-spettacolo che si terrà questa sera a San Lazzaro, in provincia di Bologna

LO STUDIO SU NATURE ASTRONOMY

Metano su Encelado? I batteri lo spiegherebbero

Secondo un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori della University of Arizona e della Paris Sciences et Lettres University utilizzando sofisticati modelli matematici, i processi geochimici che si verificano nel cuore della luna Encelado di Saturno non possono spiegare da soli i livelli di metano misurati dalla sonda Cassini nei pennacchi che fuoriescono dalla sua superficie. Le cose cambiano se nel computo si considera la quantità che potrebbe produrre un processo, portato avanti da batteri ancestrali, noto come metanogenesi

ATTRAVERSO OSSERVAZIONI CONDOTTE CON IL TELESCOPIO KEPLER

Avvistati pianeti fluttuanti simili alla Terra

Scoperta grazie al microlensing una misteriosa popolazione di pianeti vaganti, soli nello spazio profondo e non legati a nessuna stella ospite. Li ha osservati il telescopio Kepler nel 2016 grazie a una nuova tecnica di riduzione dati che gli ha consentito di guardare nelle regioni più affollate verso il centro della nostra galassia. I risultati includono quattro nuovi pianeti con massa simile a quella della Terra. I risultati sono pubblicati su Mnras

RESPONSABILE DELL’ANOMALA COMPOSIZIONE DI UN’ANTICA GIGANTE ROSSA

Zinco, uranio ed europio da un’ipernova scatenata

Sarebbe un particolare tipo di ipernova a rapida rotazione e caratterizzata da un forte campo magnetico la sorgente di elementi chimici pesanti nelle prime fasi di vita dell’universo. La scoperta è stata possibile grazie allo studio di vecchissime stelle molto povere di metalli presenti nell’alone della nostra galassia. Fra gli autori dello studio, pubblicato ieri su Nature, Anna Fabiola Marino dell’Inaf di Arcetri

OGNI SABATO SU EDUINAF, SI PARTE IL 10 LUGLIO

Da Mercurio a Plutone, olimpiadi senza frontiere

Dove ve la cavate meglio al salto con l’asta? Su Marte o su Nettuno? E per i 400 misti quali vasche scegliereste, fra quelle sotterranee di Encelado, Europa e Ganimede? Se la voglia di praticare sport è tale che la Terra vi sta stretta, seguite le Olimpiadi spaziali di EduInaf, il magazine di didattica e divulgazione dell’Istituto nazionale di astrofisica. L’importante è partecipare