LA PRIMA MISSIONE DI DIFESA PLANETARIA

LiciaCube pronto per salire a bordo di Dart

Scatti fotografici ad alta risoluzione per il microsat italiano, realizzato da Argotec e Asi, che volerà con la Nasa alla volta di un asteroide. Importante la partecipazione dell'Inaf, a cui è affidato anche il coordinamento scientifico delle attività di LiciaCube nell'ambito della missione Dart

     12/07/2021
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Schema della missione Dart in cui viene mostrato l’impatto sulla piccola luna che accompagna l’asteroide (65803) Didymos. Le osservazioni seguenti l’impatto, realizzate da telescopi ottici e radar sulla Terra, consentiranno di valutare il cambiamento dell’orbita della luna rispetto al suo asteroide. Crediti: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory

LiciaCube, il microsatellite realizzato interamente negli stabilimenti di Argotec a Torino per conto di e in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), verrà consegnato e spedito nelle prossime settimane al sito di integrazione negli Stati Uniti in preparazione del lancio, previsto a fine anno, della prima missione di difesa planetaria da futuri potenziali minacce da asteroidi.

Il microsatellite italiano sarà infatti tra i protagonisti della missione Dart della Nasa, che ha l’obiettivo di verificare la possibilità di modificare l’orbita del più piccolo asteroide del sistema doppio Didymos attraverso l’impatto della sonda americana, alla velocità di circa 21.000 km/h, a circa 11 milioni di chilometri dalla Terra.

LiciaCube, dopo un viaggio di circa 11 mesi a bordo di Dart, si separerà dalla sonda Nasa qualche giorno prima dell’impatto per acquisire immagini ad alta risoluzione del cratere e dei detriti generati dalla collisione, per consentire una valutazione completa degli effetti dell’impatto. Tutti i dati prodotti in questa fase della missione saranno fondamentali per verificare l’efficacia della capacità di variazione dell’orbita degli asteroidi tramite questa tecnica. Inoltre, i team scientifici italiani e americani utilizzeranno i dati acquisiti da Dart e LiciaCube per investigazioni sulla natura e composizione dell’asteroide.

La piccola piattaforma satellitare italiana di soli 30x20x10cm, utilizzando un’ottica potente e un software basato sull’intelligenza artificiale, sarà in grado di effettuare il riconoscimento degli oggetti celesti nel campo di vista della camera, di attuare in modo autonomo manovre orbitali e di catturare immagini e dati scientifici che saranno indispensabili nella validazione di questa tecnica per la difesa della Terra da potenziali minacce esterne come gli asteroidi.

La missione LiciaCube sarà tra le più impegnative mai effettuate da un microsatellite nelle difficili condizioni dello spazio profondo, a causa anche della velocità elevata con cui il satellite sorvolerà la scena dell’impatto di Dart con l’asteroide. Questo progetto delinea un nuovo punto di partenza tecnologico per il futuro delle missioni con piccoli satelliti a supporto dell’esplorazione spaziale.

«Con la piattaforma Hawk, un microsatellite tutto italiano riuscirà nell’impresa di monitorare l’impatto cinetico di una sonda con un asteroide», dice David Avino, managing director di Argotec. «LiciaCube sarà, inoltre, l’oggetto italiano che raggiungerà per la prima volta nella storia un target così remoto. Questi primati rappresentano per il team di Argotec una grande responsabilità ma al tempo stesso motivo di orgoglio per l’Italia».

«L’Asi ha sempre posto grande attenzione alle sfide offerte dall’esplorazione», aggiunge Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana. «LiciaCube è un esempio tipico dell’azione dell’Agenzia nell’esplorazione dello spazio oltre l’orbita terrestre e le roadmaps, in fase di elaborazione, mirano ad obiettivi sempre più ambiziosi. Il nostro Paese possiede sia le competenze sia le capacità industriali e scientifiche per interloquire con le realtà spaziali più prestigiose ed il fatto che Nasa abbia selezionato l’Italia non è un caso ma il risultato di una lunga storia di collaborazione».

Al momento non esiste un pericolo imminente di un possibile impatto, ma la collisione di un asteroide con la Terra è un rischio non trascurabile. Questa missione rappresenta il primo passo verso una nuova modalità di difesa planetaria, ed è significativo e molto importante che a giocare un ruolo decisivo sarà anche l’Italia con LiciaCube.

LiciaCube è un cubesat di taglia 6U realizzato negli stabilimenti di Argotec a Torino, per conto di e in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, che 10 giorni prima dell’impatto verrà rilasciato nello spazio ed effettuerà, in navigazione autonoma, un fly-by del sistema asteroidale mantenendosi a circa 50 chilometri di distanza. Con le sue due telecamere a bordo (Leia, LiciaCube Explorer Imaging for Asteroid; e Luke, LiciaCcube Unit Key Explorer) sarà testimone diretto dell’impatto di Dart su Dimorphos. Il team LiciaCube, tutto italiano, comprende ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), del Politecnico di Milano, delle università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell’Ifac-Cnr di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto (Inaf). LiciaCube sarà la prima missione in spazio profondo sviluppata e gestita autonomamente da un team italiano e, oltre a testimoniare in-situ l’impatto di Dart, realizzerà scienza autonoma durante il suo fly-by con Dimorphos. Nei mesi scorsi l’Inaf ha coordinato con il Telescopio nazionale Galileo (Tng) una campagna di osservazioni spettroscopiche dell’asteroide Didymos che copre tutta la rotazione dell’oggetto.

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