I FLARE SONO DA 10 A 100 VOLTE PIÙ LUMINOSI DEI SEGNALI OSSERVATI NORMALMENTE

L’imprevedibilità di Sagittarius A*

Utilizzando 15 anni di dati del satellite Swift della Nasa, un team internazionale di ricercatori – di cui fa parte Gabriele Ponti di Inaf – ha scoperto che la controparte radiativa del buco nero al centro della nostra galassia, Sagittarius A*, manifesta flare irregolari sia su scala giornaliera che su scale temporali più lunghe. A oggi, il motivo di queste emissioni non è ancora ben compreso. Tutti i dettagli su Mnras

CERCHERÀ MONDI IN ZONA ABITABILE ATTORNO A STELLE SIMILI AL SOLE

Passa l’esame dell’Esa il cacciatore di pianeti Plato

Con il superamento della Critical Milestone Review, la missione Plato dell’Esa ha ricevuto il via libera a completare il processo di costruzione del satellite e del payload. Luca Valenziano (Inaf): «Il traguardo intermedio raggiunto con questa milestone ci rende orgogliosi e fiduciosi per l’impegnativa fase di costruzione degli strumenti, che vedrà i ricercatori italiani in prima fila in quasi ogni ambito di questa complessa, ambiziosa missione»

NELL’OCCHIO DI JWST, ELT, EUCLID E DEL NANCY ROMAN TELESCOPE

Galassie nane, è la vostra stagione

Sono le più piccole, e anche le più antiche: le prime a essersi formate nell’universo. Cosa sappiamo di questi agglomerati di stelle tanto dimessi quanto influenti per l’evoluzione del cosmo? E cosa invece rimane da scoprire? Ospitiamo un editoriale sull’argomento scritto da Francesca Annibali e Monica Tosi, astrofisiche all’Inaf di Bologna e autrici di una review pubblicata ieri su Nature Astronomy, che sta dedicando alle galassie nane una collezione di articoli

QUELLE DI ALH 84001 SONO ASCRIVIBILI A PROCESSI NON BIOLOGICI

All’origine delle molecole organiche marziane

Un team di scienziati guidati dalla Carnegie Institution For Science ha condotto nuove analisi composizionali sul più antico sasso marziano presente sulla Terra – la meteorite di Allan Hills – con lo scopo di determinare l’origine biologica o meno del materiale organico presente. Le indagini hanno rivelato la firma di due processi di natura geochimica caratterizzati da reazioni acqua-roccia simili a quelle che avvengono sulla Terra. Tutti i dettagli su Science

SIAMO DENTRO A UNA BOLLA GRANDE MILLE ANNI LUCE

Il vuoto che fa nascere nuove stelle

L’espansione della Local Bubble, la bolla “vuota” all’interno della quale si trovano la Terra e il Sistema solare, avrebbe indotto la formazione di tutte le giovani stelle più vicine. Lo dice un nuovo studio pubblicato su Nature

AMARCORD DI UN’ECCELLENZA SCIENTIFICA DEL NOSTRO PAESE

Alle radici della radioastronomia italiana

“Perché non costruisci un radiotelescopio?“ è un libro che racconta la nascita della radioastronomia in Italia attraverso quarant’anni di vicende di un piccolo gruppo che dall’Università di Bologna cresce, coinvolge la comunità di ricerca nazionale e si affaccia, grazie anche alle prime osservazioni realizzate con il radiotelescopio di Medicina negli anni Sessanta, sul palcoscenico dell’astrofisica internazionale

NON SARÀ VISIBILE A OCCHIO NUDO, MA CON PICCOLI TELESCOPI SÌ

Osserviamo il passaggio dell’asteroide 1994 PC1

L’asteroide near-Earth 1994 PC1 passerà a poco meno di 2 milioni di km dalla Terra la sera del 18 gennaio. Si tratta di un asteroide di circa 1 km di diametro che diventerà abbastanza brillante da poter essere osservato anche con piccoli telescopi. Se non avete mai visto un PHA con i vostri occhi si tratta di una bella occasione da non perdere: basta un cielo buio e un telescopio con puntamento assistito dal computer