UN NUOVO SENSORE PER MISURARE IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

Con Mim, meteorologia spaziale anche da terra

Si chiama Mim, è un nuovo magnetometro prodotto dal gruppo di ricerca dell’Università di Nagoya, in Giappone, in collaborazione con la Aichi Steel Corporation, e promette di misurare anche piccole variazioni del campo magnetico terrestre, permettendo di monitorare il meteo dello spazio da terra. Tutti i dettagli su Journal of Geophysical Research: Space Physics

IL 26 DICEMBRE INIZIA IL 37ESIMO ANNO MARZIANO

Marte e il cratere di Natale

La fotocamera per immagini stereo ad alta risoluzione del Mars Express ha catturato questa gelida scena nella regione Ultimi Scopuli, vicino al polo sud marziano, il 19 maggio 2022. All’epoca dello scatto, nell’emisfero australe era primavera, il ghiaccio cominciava a ritirarsi e dune scure facevano capolino attraverso il gelo. L’Agenzia spaziale europea ci regala questa immagine all’approssimarsi del Natale

IL 25 DICEMBRE JWST SPEGNE LA SUA PRIMA CANDELINA

Ghirlanda di stelle da Webb

Riprendono le osservazioni dopo circa due settimane di stop, in L2. Ne dà notizia il James Webb Space Telescope con un’immagine tanto natalizia quanto scientificamente densa. Si tratta della galassia a spirale Ngc 7469, che con il suo Agn centrale offre la possibilità unica di indagare il legame fra buchi neri e formazione stellare al centro delle galassie

PER PRODURRE OSSIDI DI MANGANESE BASTANO GLI ALOGENI

Spiacenti, l’ossigeno su Marte non è necessario

Un studio sperimentale ha scoperto che gli alogeni convertono il manganese disciolto in acqua in ossido di manganese da migliaia a milioni di volte più velocemente rispetto all’ossigeno. Inoltre, nelle probabili condizioni presenti sulla superficie del Marte primordiale, il bromato produce ossido di manganese più rapidamente di qualsiasi altro ossidante disponibile. Tutti i dettagli su Nature Geoscience

LO STUDIO È IN USCITA SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Il fondo cosmico ottico brilla più del previsto

Secondo una nuova ricerca guidata da un team di scienziati del Rochester Institute of Technology, il fondo cosmico ottico – la luce visibile di origine extragalattica che pervade l’universo – è da due a tre volte maggiore di quella che ci si aspetta sia emessa da tutte le galassie conosciute. I risultati dello studio, condotto utilizzando i dati della sonda Nasa New Horizons, confermano precedenti osservazioni

NUOVA LINEA EDITORIALE, “BLIND PEER-REVIEW” E COPERTINA COLOR TURCHESE

Una nuova veste per «Memorie della Sait»

Quest’anno la storica rivista scientifica della Società astronomica italiana, «Memorie della Sait», compie 150 anni e si rinnova, diventando “referata” e open access. Giuliana Fiorentino, ricercatrice all’Inaf di Roma e direttrice della rivista, ci racconta tutte le novità

LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Il vecchio cuore della Via Lattea

Un gruppo di astronomi dell’Mpia è riuscito a identificare il vecchio cuore della Via Lattea, una popolazione di stelle che ha vissuto le prime fasi della storia della galassia e che risiede nelle sue regioni centrali. Per questa impresa di “archeologia galattica”, hanno analizzato i dati della Dr3 di Gaia utilizzando una rete neurale per estrarre i valori di metallicità delle stelle giganti nella regione interna