È LA PRIMA CHIARA OSSERVAZIONE DI NANE BRUNE IN AMMASSI GLOBULARI

Nell’occhio di Webb, le minuscole stelle del Tucano

Analizzando dati ottenuti al James Webb Space Telescope, un team coordinato da Anna Fabiola Marino dell’Inaf di Padova ha osservato per la prima volta le stelle più piccole in un ammasso globulare, spingendosi addirittura agli oggetti che non sono stati in grado di attivare le reazioni nucleari, che definiscono chiaramente la sequenza delle nane brune. Lo studio su The Astrophysical Journal

NUOVE OSSERVAZIONI CON I RICEVITORI IN BANDA 5 E BANDA 7 DI ALMA

Quel legame tra l’acqua e la formazione dei pianeti

Le antenne di Alma hanno consentito di individuare vapore acqueo nel disco che circonda HL Tauri – giovane stella a simile al Sole, situata a 450 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Toro – esattamente là dove potrebbero formarsi i pianeti. A guidare lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, Stefano Facchini della Statale di Milano e Leonardo Testi dell’Università di Bologna

DATI RACCOLTI NEI SECONDI SUCCESSIVI ALL’IMPATTO DI DART

LiciaCube gioca con i pennacchi di Dimorphos

Gli strumenti a bordo del piccolo cubesat italiano hanno inviato a terra dati straordinari prima e dopo l’impatto della sonda spaziale Dart. Dati che descrivono la composizione della nube di detriti e di polvere espulsa dall’asteroide Dimorphos. I risultati sono stati pubblicati oggi su Nature in un articolo la cui prima autrice è Elisabetta Dotto dell’Inaf di Roma

PUBBLICATO SU MNRAS

Che fine faranno i massi di Dimorphos?

Non finiranno sulla Terra, ma probabilmente colpiranno Marte. Sono i massi che si sono staccati dalla superficie di Dimorphos dopo l’impatto con la sonda Dart. Un nuovo studio, primo nel suo genere, ne calcola l’evoluzione orbitale e avverte che, per future missioni come Dart, vere o simulate, i calcoli sul destino dei prodotti di collisione sono fondamentali. Con le spiegazioni del primo autore, Marco Fenucci, dell’Esa

COME SUPERNOVE, MA DI MATERIA OSCURA

Quando una stella d’assioni esplode

Due articoli pubblicati questo mese su Physical Review D suggeriscono un nuovo approccio per individuare gli assioni, ipotetiche particelle candidate a essere fra i possibili costituenti della materia oscura: cercare nella riga a 21 cm dell’idrogeno neutro il segno dell’esplosione di stelle formate da assioni e il loro eventuale impatto sulla reionizzazione

DECELERA CENTO VOLTE PIÙ RAPIDAMENTE DI QUANTO SIA MAI STATO OSSERVATO

Una magnetar da corsa tra le stelle della Volpetta

Utilizzando i telescopi a raggi X Nicer e Nustar della Nasa, un team di ricercatori ha studiato il comportamento di una magnetar prima, durante e dopo l’emissione di un Frb, scoprendo un’associazione temporale tra queste esplosioni di onde radio e i repentini cambi di marcia cui va incontro la stella di neutroni. Lo studio, pubblicato questo mese su Nature, aiuta gli scienziati a comprendere meglio come vengano prodotte queste misteriose emissioni radio veloci

CONFERMATA LA PRESENZA CON IL TELESCOPIO SPAZIALE JAMES WEBB

Una stella di neutroni nelle ceneri di Sn 1987A

Dopo decenni di ricerche, gli scienziati possono finalmente dimostrare la nascita di una stella di neutroni dai resti di una delle supernove più studiate: Sn 1987A. La svolta è stata resa possibile grazie al telescopio spaziale James Webb e i risultati sono stati pubblicati su Science. Abbiamo chiesto un commento a Emanuele Greco dell’Inaf di Palermo, che nel 2021, in uno studio da lui guidato, ne aveva teorizzato la presenza