LO STUDIO È PUBBLICATO SU SCIENCE ADVANCES

Tutti gli strati e i colori di Marte

Grazie a un’approfondita analisi di due classi di meteoriti marziane, gli scienziati della Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California a San Diego hanno capito che Marte ha una struttura distinta nel mantello e nella crosta, composta da minerali diversi. Un importante indizio anche per le missioni future sul Pianeta rosso

LE SIMULAZIONI PREVEDONO IMBH IN AMMASSI GLOBULARI

All’origine dei buchi neri di massa intermedia

Uno studio guidato dall’Università di Tokyo ha dimostrato un possibile meccanismo di formazione dei buchi neri di massa intermedia negli ammassi globulari. Le prime simulazioni di formazione di ammassi massicci “stella per stella” hanno rivelato che le nubi molecolari sufficientemente dense possono dare vita a stelle molto massicce che evolvono in buchi neri di massa intermedia. I dettagli su Science

COSÌ APPARE LA NOSTRA STELLA OSSERVATA NEL RANGE 18-26 GHZ

I telescopi Inaf misurano il Sole nelle onde radio

Due studi complementari pubblicati dal team del progetto Sundish indagano la misura, non così scontata, del raggio del Sole e le dinamiche ancora misteriose della sua atmosfera. A condurli – tramite osservazioni fatte con i radiotelescopi “Gavril Grueff” di Medicina e Srt di San Basilio – l’astrofisico Marco Marongiu dell’Inaf di Cagliari. Lo abbiamo intervistato

LO STUDIO SU PHYSICAL REVIEW LETTERS

Lo strano caso dei buchi neri primordiali mancanti

Un nuovo modello, messo a punto da due fisici del Kavli Institute for the Physics and Mathematics of the Universe, in Giappone, applicando all’epoca inflazionistica la teoria quantistica dei campi giunge a stabilire un limite superiore ai buchi neri primordiali e a concludere che siano in quantità inferiore a quella richiesta per rappresentare un valido candidato per la materia oscura

IMMORTALATA LA NOTTE DEL 20 APRILE SCORSO

La Lune Lumière

La luna, la corona, la Tour Eiffel illuminata. Difficile stabilire il protagonista vero della Apod di oggi, e forse proprio questo è il bello: ognuno può scegliere il suo, passare da uno all’altro o guardarseli tutti insieme, esattamente come ha fatto Valter Binotto quando ha deciso di scattare questa foto

A GUIDA ITALIANA L’ARTICOLO CHE PRESENTA LA SCOPERTA

All’alba del tempo, la galassia più lontana mai vista

Scoperte le due galassie più distanti mai osservate. La loro luce è stata emessa solo trecento milioni di anni dopo il Big Bang. La più lontana delle due, Jades-Gs-z14-0, con z=14.3 ha abbattuto il muro di redshift 14. La scoperta è firmata dalla collaborazione internazionale Jades utilizzando il telescopio Webb. Abbiamo intervistato il primo autore dello studio, Stefano Carniani della Normale di Pisa

LO STUDIO È IN USCITA SU GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS

Metti uno “Squalo” nel telescopio

Ottenuta dal grande telescopio binoculare Lbt con lo strumento Shark-Vis, costruito dall’Istituto nazionale di astrofisica, una nuova immagine della luna di Giove Io. Mostra l’incredibile potenziale dello strumento, fornendo un livello di dettaglio mai raggiunto prima con telescopi da terra