ESA/WEBB “PICTURE OF THE MONTH” DEL DICEMBRE 2025

Un cielo di fuoco: la magia di Westerlund 2

Realizzata con Jwst, l’immagine regala una visione mozzafiato della regione di formazione stellare Westerlund 2, a 20mila anni luce dalla Terra. Frutto della combinazione dei dati degli strumenti NirCam e Miri, svela nuovi dettagli sull'energia che plasma e modella l'intero paesaggio stellare. Con un commento di Mario Giuseppe Guarcello dell'Inaf di Palermo, responsabile del progetto Ewocs

     19/12/2025

L’ultima Picture of the Month  di Esa e Webb del 2025 mostra una regione dall’aspetto quasi natalizio, colma di nubi di gas incandescenti e migliaia di stelle brillanti. Protagonista dell’immagine è Westerlund 2, un giovane e massiccio ammasso stellare immerso nella regione di formazione stellare Gum 29, a circa 20mila anni luce dalla Terra, nella costellazione della Carena.

L’immagine combina i dati della Near-Infrared Camera (NirCam) e del Mid-Infrared Instrument (Miri) del James Webb Space Telescope (Jwst), offrendo una visione senza precedenti di questo ambiente estremo. Con un’estensione compresa tra 6 e 13 anni luce, Westerlund 2 ospita alcune tra le stelle più calde, luminose e massicce della Via Lattea. Non è un caso che questo ammasso fosse stato scelto anche come immagine celebrativa per il 25esimo anniversario del telescopio spaziale Hubble, nel 2015.

Nel nuovo ritratto di Webb, l’ammasso domina la parte superiore della scena: un concentrato di stelle giovani e massicce la cui intensa radiazione modella l’intero paesaggio cosmico. Più in basso e tutt’intorno, nubi di gas arancioni e rosse si organizzano in pareti scolpite e strutture filamentari, continuamente erose e illuminate dall’energia delle stelle appena nate.

Un ammasso di stelle immerso in una grande nebulosa. Le nubi di gas e polvere sono prevalentemente di un rosso brillante e dall’aspetto filamentoso, simili a fiamme, e si concentrano nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine. Altre nubi, più in profondità all’interno dell’ammasso e dietro molte delle stelle, appaiono di un rosa pallido. Le stelle sono concentrate nella metà superiore dell’immagine e sono per lo più piccole, di colore bianco brillante e con sei punte. La loro luce blu illumina la nebulosa. In primo piano sono visibili anche altre stelle, circondate da lunghi picchi luminosi. Crediti: EsaWebb, Nasa & Csa, V. Almendros-Abad, M. Guarcello, K. Monsch, and the Ewocs team

«Le nuove osservazioni Jwst del superammasso stellare giovane Westerlund 2 arricchiscono ulteriormente il progetto Ewocs, il cui obiettivo principale è studiare la formazione di stelle e pianeti e l’evoluzione stellare negli ammassi supermassicci», spiega Mario Giuseppe Guarcello, ricercatore all’Inaf di Palermo e responsabile del programma osservativo di Webb 3523 (“Evolution of protoplanetary disks and early stellar evolution in starburst: A NIRCam and MIRI observation of the young starburst cluster Westerlund 2”) condotto, appunto, dal progetto Ewocs (Extended Westerlund 1 and 2 Open Clusters Survey). «Jwst rivela dettagli mai osservati prima della nebulosa che circonda l’ammasso, residuo del processo di formazione stellare iniziato circa due milioni di anni fa, come la struttura nebulare allungata e la shell ben definita visibile sul lato destro dell’immagine».

All’interno della cavità scavata dalla radiazione stellare, Westerlund 2 appare in tutta la sua magnificenza, rivelando la propria popolazione stellare fino a masse estremamente basse. «Grazie a queste osservazioni», prosegue Guarcello, «stiamo osservando la popolazione stellare dell’ammasso fino a oggetti di circa dieci volte la massa di Giove e identificando, per la prima volta, oggetti substellari in un superammasso stellare».

Le nuove immagini consentono inoltre di individuare migliaia di stelle circondate da dischi protoplanetari in diverse fasi evolutive. «Si tratta di un campione fondamentale», conclude il ricercatore, «per comprendere come gli ambienti di formazione stellare supermassicci influenzino i prodotti finali della formazione stellare e planetaria». Il risultato è un ritratto vivido di una nursery stellare in piena attività, dove l’energia delle stelle appena nate scolpisce la nebulosa e alimenta il ciclo continuo della nascita delle stelle.