10 ANNI DAL LANCIO DELLA MISSIONE ESA

Buon compleanno, Mars Express!

Le celebrazioni in corso oggi e domani al centro ESA di Darmstadt in Germania se le è meritate tutte: da quasi due lustri infatti la missione dedicata allo studio del Pianeta rosso sta raccogliendo una mole smisurata di dati che ci stanno regalando una visione così dettagliata del pianeta e del suo ambiente come mai prima d'ora era stato possibile. E molto è ancora il lavoro in programma per i prossimi anni.

Mars Express. Crediti per l'immagine: Alex Lutkus

Mars Express. Crediti per l’immagine: Alex Lutkus

Era il 2 giugno del 2003 quando da Baikonour, il mitico cosmodromo nel Kazakistan, decollò il lanciatore Soyouz/Fregat dando avvio alla fase operativa della missione Mars Express, che con le sue osservazioni ci sta regalando una nuova, affascinante visione del Pianeta rosso. Oggi, dieci anni dopo, la comunità scientifica festeggia questo importante anniversario della sonda europea con una due giorni a Darmstadt, in Germania, presso lo European Space Operations Centre (ESOC) dell’ESA. Ad aprire l’evento, una conferenza stampa in cui è stata diffusa l’ultima e più completa mappa mineralogica di Marte che sintetizza le ultime scoperte sulla storia dell’acqua sul Pianeta rosso e che funzionerà come strumento di supporto per la scelta dei luoghi di atterraggio della futura missione Exomars. Domani, 4 giugno, i festeggiamenti cederanno il passo a un Meeting scientifico riservato ai membri del Team di Mars Express.

“Mars Express ha cambiato la nostra conoscenza dell’evoluzione di Marte nel corso delle ere” racconta Roberto Orosei, INAF-IAPS, Deputy Principal Investigator del radar MARSIS. “Questa missione ha fornito la prima evidenza incontrovertibile dell’esistenza di minerali che si formano solo in presenza di acqua liquida e ha rivelato per la prima volta un gas, il metano, che sulla Terra è prodotto soprattutto dall’attività biologica. Abbiamo scrutato nel sottosuolo, misurando la quantità di ghiaccio presente nelle calotte polari, ed osservato l’erosione dell’atmosfera da parte del vento solare, un processo che ha contribuito a trasformare il pianeta da un luogo dove esistevano laghi e fiumi all’arido e gelido deserto di oggi. Misurata in termini di articoli pubblicati ogni anno, la produttività scientifica della missione non accenna a diminuire. Ci auguriamo quindi che Mars Express possa continuare ancora a lungo a darci nuovi dati e farci meravigliare di nuove scoperte.”

E dire che l’avventura di Mars Express attorno al Pianeta rosso non era certo iniziata nel migliore dei modi. Il lander Beagle 2 che doveva atterrare sulla superficie del Pianeta, una volta staccatosi dalla navicella madre il 19 dicembre del 2003, non ha dato più notizie di sé ed è stato ufficialmente dichiarato perso nel febbraio del 2004. L’orbiter invece, dopo alcuni mesi di controllo e calibrazione dei numerosi strumenti di bordo, ha iniziato la sua eccezionale attività scientifica, che in questi anni  lo hanno portato ad ottenere una completa caratterizzazione mineralogica della superficie di Marte, studiarne l’atmosfera e le sue interazioni con il vento solare, completare la mappatura fotografica ad alta risoluzione del pianeta e infine studiare la composizione della superficie e dello strato sottostante per la ricerca di acqua o ghiaccio.

“La missione Mars Express fu proposta nell’ambito di una riunione dell’IMEWG-International Mars Exploration Working Group nel 1996 come missione flessibile ESA che avrebbe recuperato la possibilità di far operare alcuni degli strumenti europei che erano andati persi con il fallimento della missione russa Mars ’96 e dare la possibilità di imbarcare degli strumenti innovativi come il radar sounder MARSIS” dice Enrico Flamini, Chief Scientist dell’ASI e membro dell’IMEWG. “Ricordo che noi italiani, tra i padri fondatori dell’IMEWG, approvammo immediatamente quest’idea. Poi fu inserita nel programma Horizon 2000. E’ stata realizzata e lanciata in soli sei anni e con un successo totale degli esperimenti, a parte il fallimento della sonda Beagle, una fine purtroppo prevedibile per come era stata condotta la realizzazione. Credo che come ASI dobbiamo essere molto soddisfatti di aver contribuito in modo sostanziale alla nascita, realizzazione e ai risultati scientifici di una missione che è già una pietra miliare dell’esplorazione presente e futura di Marte”.

Dei sette strumenti imbarcati su Mars Express, l’Italia, tramite l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha fornito due strumenti a Principal Investigator (PI) nazionale: lo spettrometro di Fourier PFS per lo studio dell’atmosfera (PI Prof. Vittorio Formisano, INAF) e il radar subsuperficiale MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), realizzato con il contributo della NASA/JPL (PI Prof. Giovanni Picardi, Università “La Sapienza”). Il contributo italiano alla missione include anche lo spettrometro ad immagini VNIR per lo strumento OMEGA; il sensore di atomi neutri per l’esperimento ASPERA, e la partecipazione all’analisi scientifica dei dati della telecamera stereo HRSC.

Nonostante siano tanti ormai i successi raggiunti dalla missione, l’agenda di lavoro di Mars Express e del suo team scientifico è assai piena anche nel prossimo futuro. Intanto a fine anno è in programma il flyby super ravvicinato di Phobos, che vedrà Mars Express sfiorare letteralmente la superficie della luna principale di Marte, raggiungendo la distanza minima di soli 45 km. E in tema di incontri ravvicinati, anche il 2014 si preannuncia da cardiopalma: un altro flyby strettissimo di Phobos preceduto di qualche giorno dal passaggio della cometa C/2013 A1, che il 19 ottobre raggiungerà la sua distanza minima da Marte, sfilando a circa 100.000 chilometri dalla superficie del pianeta. Mars Express aspetterà poi l’arrivo a Marte dell’orbiter e del rover che comporranno la missione ExoMars, in partenza, secondo i programmi attuali, rispettivamente nel 2016 e 2018. Suo il compito di fare da ‘ponte radio’ con essi, per raccogliere e re inviare a Terra i dati raccolti. Insomma, la pensione per Mars Express sembra ancora assai lontana.

 

httpvh://youtu.be/OUbZ3Sr1wWk