DOPO DUE ANNI DI FERMO

Riprende vita l’antenna di Noto

Non sono passati nemmeno dodici mesi dalla pubblicazione del bando per l’assegnazione dei lavori, e già si è concluso l'intervento di ripristino dell’antenna parabolica da 32 metri che l’Istituto di Radioastronomia dell’INAF gestisce nei pressi di Noto.

Dopo meno di un anno dalla pubblicazione del bando per l’assegnazione dei lavori si sono conclusi i lavori di ripristino dell’antenna parabolica da 32 metri che l’Istituto di Radioastronomia dell’INAF gestisce nei pressi di Noto, in provincia di Siracusa. Per l’occasione, mercoledì primo febbraio sarà in visita alla stazione osservativa di Noto il Presidente dell’INAF, Giovanni Bignami. “La ripresa dell’operatività dell’antenna di Noto è per noi motivo di grande soddisfazione”, commenta Luigina Feretti, direttrice dell’Istituto di Radioastronomia. “Potremo ora fare fronte a tutti gli impegni internazionali e partecipare a pieno titolo alla rete del VLBI spaziale. Un’occasione, questa, che non potevamo perdere.”

Entrata in servizio nel 1988, l’antenna di Noto è parte integrante delle reti europee e internazionali che eseguono osservazioni interferometriche su lunghissima base, VLBI (Very Long Baseline Interferometry). Dopo oltre vent’anni di onorato servizio aveva peròcominciato a risentire dell’usura del tempo e degli agenti atmosferici, subendo un deterioramento di alcune importanti componenti strutturali e meccaniche, nonché del cosiddetto grout, ovvero il cemento ad alte prestazioni di resistenza alla compressione che ingloba la rotaia sulla quale il telescopio –un mastodonte di oltre 300 tonnellate- si muove. Questo deterioramento ha compromesso non solo l’accuratezza delle osservazioni, ma anche la solidità della stessa struttura, tanto che a marzo del 2010 si è verificato il cedimento di un cuscinetto di una delle ruote, che ha comportato il fermo antenna con conseguente sospensione di tutte le attività osservative.

Si è reso quindi necessario il completo rifacimento del sistema di rotazione azimutale del radiotelescopio, per un costo complessivo attorno al milione di Euro. Uno stanziamento di 900.000 euro è stato subito garantito nel luglio 2010 dal Consiglio di Amministrazione dell’INAF, che ha successivamente  potuto contare sul supporto di un finanziamento speciale del MIUR per la radioastronomia.

“L’intervento sull’antenna ha richiesto circa 4 mesi ed è stato portata a termine dalla Galbiati Group Srl di Oggiono (LC), azienda specializzata nella produzione e lavorazione di parti meccaniche ad alta precisione”, ricorda Francesco Schillirò, tecnologo dell’INAF-Istituto di Radioastronomia e direttore dei lavori. “I lavori si sono conclusi con le fasi di protezione e pittura del basamento in calcestruzzo , di pulitura delle superfici riflettenti, soprattutto dell’ottica primaria, e di allineamento del telescopio per riprogrammare i sistemi di puntamento”.

Ora l’antenna di Noto è come nuova?

Le caratteristiche del radiotelescopio sono state riportate a quelle costruttive originali ed anche migliorate, grazie alla maggiore  precisione della superficie di rotolamento, come per esempio le correzione degli angoli di camber delle carelliere (11′ su 2° 52′) e degli scostamenti di ortogonalità degli assi di rotazione  di elevazione e azimuth (correzione di circa 7”).

Quali altre migliorie?

Durante il periodo di fermo forzato, abbiamo lavorato alla connessione del radiotelescopio alla rete GARR con fibra ottica, per permettere all’antenna di Noto di partecipare alle osservazioni interferometriche  e-VLBI dell’EVN (European VLBI Network). Grazie al collegamento in fibra, che inizialmente opererà ad 1 Gbps e che dovrebbe essere presto portato a 10 Gbps, realizzato dal GARR  nell’ambito del potenziamento delle  infrastrutture di rete dell’INAF, sarà possibile inviare i dati acquisiti dal radiotelescopio direttamente al correlatore VLBI, senza bisogno di immagazzinare i dati su supporti fisici, con un notevole risparmio di tempo di latenza e di risorse economiche, e con una ricaduta scientifica molto più immediata.

Quali impegni vi aspettano nel prossimo futuro?

Dopo il collaudo finale e i test osservativi, il radiotelescopio di Noto sarà nuovamente pronto per affrontare ancora molti altri anni di ricerche nell’ambito astrofisico, geodinamico, spaziale: le osservazioni integrate VLBI della rete europea e mondiale; le osservazioni geodetiche già a partire dai prossimi mesi; i progetti ‘single dish’, dove l’antenna lavora da sola, in particolare a frequenza millimetrica, per i quali il telescopio appare molto competitivo  grazie anche al sistema di ottica attiva montato sul suo specchio primario. Ed ancora riprenderanno i progetti legati allo spazio, come quelli di ‘radio science’ e quelli relativi alla rilevazione degli ‘space debris’, i detriti spaziali. Tutti questi, ed altri ancora gli impegni e gli obiettivi che rappresentano ‘il ritorno alle osservazioni’, che è stata la parola d’ordine alla quale tutto lo staff si è ispirato sin dal marzo 2010, epoca del fatidico guasto che ha fermato lo vita osservativa di questo importante strumento.