Archive for ottobre, 2011

5 galassie in 3 dimensioni

A sinistra, con colorazione rossastra, le regioni di formazione stellare di NGC 7320, la galassia più vicina. A destra le analoghe regioni nelle galassie più lontane.

Grazie all’utilizzo alternato di filtri H-alfa, il telescopio Subaru è riuscito a mettere in risalto le regioni di formazione stellare presenti nelle galassie del famoso Quintetto di Stephan e, nel contempo, a differenziarle a seconda della distanza, offrendo una visione tridimensionale del gruppo di oggetti celesti.

Il Sole che verrà

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Caldo torrido, nuova era glaciale o nulla di tutto questo? Il futuro della Terra dipende dalla nostra stella ma prevederne il comportamento non è così scontato.

Copertina esclusiva per Lutetia

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La prestigiosa rivista dedica la copertina a un’immagine dell’asteroide ottenuta dalla sonda europea. “Sono numerose le sorprese su Lutetia” commenta Cesare Barbieri, lead scientist italiano dello strumento di bordo OSIRIS.

Il “dinosauro” del Sistema solare

Nel doppio pannello è mostrata l’immagine dell’asteroide Lutetia osservato dallo strumento VIRTIS, lo spettrometro ad immagine della sonda Rosetta. Nel pannello di sinistra è mostrata la superficie di Lutetia al massimo avvicinamento come la vedremmo se i nostri occhi fossero sensibili alla radiazione infrarossa. La croce rossa rappresenta la posizione del polo nord. Nel pannello di destra, dalla misura della radiazione emessa dall’asteroide è stata ricavata la mappa di temperatura sulla superficie dell'asteroide, che raggiunge un massimo di circa  245 gradi Kelvin, ovvero -28 gradi centigradi (Crediti: ESA/VIRTIS/INAF)

I risultati dello studio sull’asteroide Lutetia condotti grazie allo strumento VIRTIS, ideato all’INAF e realizzato con un finanziamento dell’ASI, mostrano come questo sia uno degli oggetti celesti più antichi del Sistema solare. VIRTIS ha permesso inoltre di ricostruire la mappa della temperatura superficiale dell’asteroide, che oscilla tra -210 e -28 gradi centigradi, e analizzare la composizione della sua superficie, che risulta essere molto simile a quella di meteoriti primitive.

I denti della Nebulosa Pacman

pacnebula

Le nuove immagini della nebulosa NGC 281, ottenute dal telescopio orbitante WISE della NASA, svelano dettagli che i telescopi ottici non potevano distinguere.