I PROGETTI IN FINALE

L’Inaf nel trio di “Cosmic Vision”

Su 52 concorrenti, l’ESA ha selezionato Euclid, PLATO e Solar Orbiter come missioni candidate a due nuovi lanci a partire dal 2017. In tutte e tre sono coinvolti ricercatori italiani. Gli auguri del Presidente Maccacaro: "Grande soddisfazione. Volino i migliori!"

Sui 52 concorrenti iniziali, i tre progetti che vanno in finale nel concorso “Cosmic Vision” dell’Agenzia spaziale europea (ESA) sono Euclid, Plato e Solar Orbiter dedicati rispettivamente all’energia oscura, alla ricerca di pianeti extrasolari abitabili e all’osservazione ravvicinata del Sole. Sono le missioni scientifiche di classe media candidate a due nuovi lanci a partire dal 2017 e selezionate dal Science Program Committee dell’ESA. Il  trio in finale entra nella cosiddetta “fase di definizione”, l’ultimo passaggio prima della proclamazione definitiva dei vincitori. Tutte e tre le missioni prescelte, riguardanti aspetti fondamentali della ricerca astrofisica e spaziale, vedono il forte coinvolgimento dei ricercatori Inaf.

“Mi fa piacere constatare che, nonostante le continue difficoltà con cui si confronta la ricerca in Italia, l’Inaf può contare sull’impegno e sulla competenza di centinaia di ricercatori che aiutati e affiancati da tecnologi, tecnici e personale amministrativo mettono passione nel loro lavoro e superano difficili traguardi”, si congratula il Presidente dell’Ente, Tommaso Maccacaro. “Ecco dunque che in Solar Orbiter, in Plato e in Euclid troviamo un grande contributo, e ad alto livello, di Inaf. Lo troviamo nei goal scientifici, nelle soluzioni tecnologiche,  nella progettazione degli strumenti. Lo troviamo nella visione. Cosmica! Come presidente, sono un sincero e convinto supporter di tutti e tre i progetti. E che poi volino i migliori!”

Ascolta l’intervista al Presidente Tommaso Maccacaro su Cosmic Vision

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Il progetto Euclid si focalizza sul mistero dell’esistenza e della natura dell’energia e della materia oscura che costituirebbero il 97% dell’Universo, mentre la materia ordinaria sarebbe la porzione minima rimanente. L’Italia ha la responsabilità dell’intero canale spettroscopico, attraverso la PI-ship di Andrea Cimatti docente del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Bologna e associato Inaf. Il progetto Euclid (al quale collabora un consorzio internazionale che comprende Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Svizzera, USA) mira a realizzare una mappa tridimensionale delle galassie e della loro evoluzione negli ultimi 10 miliardi di anni. Le strutture coinvolte nella missione Euclid sono: IASF-Bologna, IASF-Milano, Osservatorio di Bologna, Osservatorio di Brera, Osservatorio di Padova, Osservatorio di Torino, Osservatorio di Trieste e Osservatorio di Roma.

Ascolta l’intervista a Andrea Cimatti

[audio:http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2010/02/cimatti-euclid.mp3|titles=Intervista a Andrea Cimatti su Euclid]

La missione PLATO (PLAnetary Transit and Ocillation of stars) si propone di rispondere a uno degli interrogativi più antichi dell’uomo: se esistono altri pianeti abitabili, di dimensioni e caratteristiche e distanza dalla stella simili alla Terra. Il contributo italiano vede la partecipazione di ricercatori italiani sia nel PLATO Payload Consortium, che si occuperà della progettazione e costruzione dei telescopi, degli strumenti di piano focale e dell’elettronica e dei computer di bordo, sia nel PLATO Science Consortium che avrà la responsabilità della valutazione delle prestazioni della missione e curerà la preparazione del programma scientifico. Il responsabile italiano è Giampaolo Piotto, del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova e associato Inaf.

Ascolta l’intervista a Giampaolo Piotto su PLATO

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In particolare, il disegno ottico-meccanico dei 30 telescopi di PLATO è affidato ad un team che opera sotto la responsabilità di Roberto Ragazzoni dell’Osservatorio di Padova e comprende gli Osservatori di Catania e Brera dell’Inaf, l’ Università di Berna e di Firenze. L’Instrument Control Unit è stato studiato durante la fase appena completata sotto la responsabilità di Andrea Baruffolo dell’Osservatorio di Padova che ha guidato un gruppo che comprende anche l’IFSI-Roma e l’Università di Firenze. Per il proseguimento dello studio il gruppo passerà sotto la responsabilità di Rosario Cosentino della Fondazione Galileo Galilei (FGG) e comprenderà OACT, IFSI-Roma e Università di Firenze.

“Il supporto scientifico alla missione riguarda parecchi aspetti, in particolar modo la caratterizzazione dei campi celesti che saranno osservati da PLATO, la scelta delle singole sorgenti anche in base all’utilizzo dei dati che saranno disponibili dalla missione Gaia, la pianificazione delle osservazioni per la caratterizzazione futura dei pianeti scoperti e l’esplorazione della scienza addizionale resa possibile dalla missione”, specifica Isabella Pagano, project manager del team Telescope Optical Units dell’Osservatorio di Catania. Sono coinvolte in queste attività INAF OACT, OAPA, OAC, OAB, OAT, OAPD.

Infine, la terza missione Solar Orbiter getterà uno sguardo ravvicinato sul Sole come mai finora è stato possibile. L’obiettivo della missione è comprendere meglio i fenomeni che caratterizzano la natura e i cicli della nostra stella e soprattutto per capirne meglio le fasi di iperattività che influenzano pesantemente anche la vita sulla Terra. Su questa missione l’Italia ha la responsabilità di uno degli strumenti scientifici, il coronografo METIS/COR, il cui Principal Investigator è Ester Antonucci, dell’Osservatori Astronomico di Torino dell’INAF. METIS/COR catturerà contemporaneamente l’emissione visibile e ultravioletta della corona solare, stimando con una risoluzione temporale e spaziale mai raggiunta sinora, la struttura e la dinamica della corona stessa.

Ascolta l’intervista a Ester Antonucci su Solar Orbiter

[audio:http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2010/02/antonucci-solar.mp3|titles=Intervista a Ester Antonucci su Solar Orbiter]

Tutte e tre le missioni richiedono un altro anno di approfondimento scientifico e tecnologico per poter consentire una scelta che minimizzi o escluda difficoltà tecnologiche e aumento di costi durante  la fase di realizzazione. Al termine di questa ulteriore selezione l’ESA deciderà le due missioni vincitrici del programma Cosmic Vision.