Nane brune o giganti gassosi: lo dice lo spin
Uno studio basato su osservazioni del W.M. Keck Observatory ha messo in evidenza che è possibile distinguere i pianeti giganti dalle nane brune misurandone la velocità di rotazione. I pianeti giganti hanno spin significativamente maggiore di quello delle nane brune e ciò potrebbe suggerire che probabilmente si formano ed evolvono seguendo processi diversi. I dettagli su The Astronomical Journal
Mike Fincke sulla Iss non riusciva più a parlare
Lo scorso gennaio, a seguito di un non meglio precisato problema di salute che ha avuto come protagonista l’astronauta della Nasa, l’equipaggio della missione Crew-11 aveva dovuto anticipare – prima volta nella storia – il rientro sulla Terra. Venerdì scorso è stato lo stesso Fincke a raccontare alla Associated Press la natura del problema: un’improvvisa incapacità di parlare, che si è protratta per circa venti minuti
Variazioni di materia oscura in un cubo di bit
Usando il supercomputer italiano Leonardo e il finlandese Lumi, un team guidato dall’astrofisica Giulia Despali dell’Università di Bologna ha simulato come evolverebbe un “cubo di universo” da 50 o da 100 megaparsec di lato adottando modelli alternativi di materia oscura. I risultati sono presentati in una serie di articoli – il più recente è della scorsa settimana – pubblicati su Astronomy & Astrophysics
La galassia che si sta spegnendo
A dieci miliardi di anni luce, c’è una galassia la cui luminosità si è affievolita di venti volte in due decenni, a causa di una rapida diminuzione del flusso di gas che affluisce nel buco nero supermassiccio che risiede nel suo centro. La scoperta dimostra che l’attività dei buchi neri supermassicci può cambiare drasticamente in tempi così brevi da poter essere osservata nel corso della vita di un essere umano
Nuova veste per Starfinder, cacciatore di stelle
È stata rilasciata una versione rinnovata di Starfinder, software per l’analisi di immagini astronomiche usato in particolare per osservazioni realizzate con ottiche adattive. Distribuito sotto forma di software libero, secondo i principi dell’open science, ha una pratica interfaccia grafica e nuove funzionalità per affrontare le sfide poste dai dati del futuro, come quelli dell’Extremely Large Telescope
Spermatozoi disorientati dalla microgravità
La capacità degli spermatozoi di orientarsi nello spazio extraterrestre è stata messa per la prima volta alla prova, da un team dell’Università di Adelaide (Australia), attraverso un canale che simula l’apparato riproduttivo femminile. I risultati, pubblicati su Communications Biology, mostrano come l’assenza di gravità peggiori molto il loro senso dell’orientamento, con effetti negativi sul successo riproduttivo






