Su Titano laghi creati con il botto
Una nuova ricerca, guidata da Giuseppe Mitri dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, spiega l’origine di alcuni laghi con i bordi fortemente rialzati individuati nelle immagini radar della sonda Cassini. Si tratterebbe di crateri, prodotti dall’esplosione di sacche sotterranee di azoto liquido riscaldato dall’effetto serra
Il primo giorno del Cenozoico
Un nuovo studio condotto dall’Università del Texas ha confermato lo scenario dell’estinzione dei dinosauri grazie all’analisi di decine di metri di roccia raccolti all’interno del cratere da impatto. Frammenti di carbone e un mix di rocce trasportate dallo tsunami, così come l’assenza di zolfo, sarebbero le prove concrete della collisione di 66 milioni di anni fa, che portò a un cambiamento climatico globale responsabile dell’estinzione di massa dei dinosauri
Ammassi stellari, risolto l’enigma dell’età
Un team di scienziati guidati da Francesco Ferraro, dell’Università di Bologna e associato Inaf, ha studiato le stelle vagabonde blu presenti in cinque antichi ammassi stellari coevi situati nella Grande Nube di Magellano, riuscendo a classificarli in base alla loro età dinamica. È la prima volta che l’effetto dell’invecchiamento dinamico viene misurato nei cluster della Grande Nube di Magellano, e questa stima ha finalmente permesso di svelare un mistero vecchio di 30 anni. I risultati in un articolo pubblicato oggi su Nature Astronomy
Call me maybe… al Polo Sud
Hanno realizzato un cortometraggio per la 14esima edizione dell’Antarctic Winter Film Festival ispirandosi alla celebre hit di Carly Rae. E lo hanno vinto. Sono le ricercatrici e i ricercatori della base scientifica franco-italiana Concordia. Tra loro c’è anche Ivan Bruni, astronomo dell’Istituto nazionale di astrofisica
Persi i contatti con il lander indiano Vikram
Tre milioni di dollari ai “fotografi“ del buco nero
Va all’intera collaborazione dell’Event Horizon Telescope il Breakthrough Prize 2020 per la Fisica fondamentale: 347 ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo, fra le quali Elisabetta Liuzzo e Kazi Rygl dell’Istituto nazionale di astrofisica. «L’Inaf conferma ancora una volta le sue eccellenze a livello internazionale», sottolinea il presidente Nichi D’Amico






