SVILUPPATO AL LAWRENCE BERKELEY NATIONAL LAB

Nuovo filtro per mappare l’universo oscuro

Un nuovo metodo per “ripulire” le lenti gravitazionali sul fondo cosmico «non solo ci aiuterà a studiare la materia oscura, ma anche alcuni tra gli altri grandi misteri cosmologici, come l’origine dell’energia oscura o la massa dei neutrini», dice Simone Ferraro, uno dei due autori, intervistato da Media Inaf

DOPO EHT, SI PROGETTA L’EVENT HORIZON IMAGER

Foto ai buchi neri: più nitide con il Vlbi spaziale

Si chiama Event Horizon Imager ed è la nuova frontiera dell’osservazione dei buchi neri: una rete di radiotelescopi in orbita attorno alla Terra che permetterà di raggiungere risoluzioni angolari cinque volte superiori a quelle ottenute dall’Event Horizon Telescope. L’idea è dei ricercatori della Radboud University che, insieme all’Esa e ai ricercatori coinvolti in Eht, hanno già testato la fattibilità tecnologica e simulato le future osservazioni.

VA A UN TEAM INAF ANCHE IL PREMIO “FUTURO”

Due astrofisici in cima al podio di GiovedìScienza

Sono Edwige Pezzulli e Andrea Longobardo – entrambi ricercatori all’Inaf di Roma – la prima e il secondo classificati nell’ottava edizione del concorso rivolto a scienziati under-35. Buchi neri primordiali e microbilance i loro temi di ricerca. La consegna del premio si è svolta ieri al Salone del Libro di Torino

LE IMMAGINI DELLA SONDA ODYSSEY

Arcobaleno termico per la luna marziana Phobos

Con l’aspetto simile a quello di una caramella, la luna di Marte è stata finalmente esaminata nel dettaglio con la camera termica Themis. I dati possono fornire dettagli sulla composizione del satellite nonché sulla sua origine

OGGI A PADOVA LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Cristina Cattaneo vince il Premio Galileo 2019

Il suo libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” racconta come nel suo lavoro di medico legale cerchi di ridare un nome e una storia alle decine di migliaia di corpi dei naufraghi che il mare restituisce drammaticamente, morti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese su barconi fatiscenti

IN SPECIFICHE LUNGHEZZE D’ONDA INFRAROSSE

Galassie primordiali più luminose del previsto

Per scrutare appieno nell’epoca della reionizzazione, all’alba dell’universo, servirà il futuro telescopio spaziale James Webb della Nasa. Il fratellino Spitzer, che osserva sempre nell’infrarosso, gli ha spianato la strada, determinando che stelle e galassie primordiali sono più brillanti di quanto si pensasse