VA A UN TEAM INAF ANCHE IL PREMIO “FUTURO”

Due astrofisici in cima al podio di GiovedìScienza

Sono Edwige Pezzulli e Andrea Longobardo – entrambi ricercatori all’Inaf di Roma – la prima e il secondo classificati nell’ottava edizione del concorso rivolto a scienziati under-35. Buchi neri primordiali e microbilance i loro temi di ricerca. La consegna del premio si è svolta ieri al Salone del Libro di Torino

09.05.2019

Edwige Pezzulli, prima classificata, ricercatrice all’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma. Fonte: pagina Facebook di GiovedìScienza

Sei minuti e 40 secondi per presentare nel modo più efficace possibile la propria attività di ricerca. Venti slides da venti secondi ciascuna. E un’età inferiore ai 35 anni. Questi i rigidi vincoli imposti ai concorrenti del Premio GiovedìScienza, giunto quest’anno all’ottava edizione. Dieci i finalisti rimasti in gara, tre dei quali astrofisici dell’Inaf: Enrico Corsaro dell’Osservatorio di Catania, Andrea Longobardo dello Iaps di Roma ed Edwige Pezzulli, astrofisica in fase di transizione – fino all’estate scorsa all’Osservatorio di Roma e dai prossimi mesi negli Stati Uniti, all’università di Miami.

Ed è stata proprio quest’ultima, Edwige Pezzulli, con una presentazione sui primissimi buchi neri, a sbaragliare la concorrenza, conquistando i voti della giuria – uno per ciascuno dei cinque giurati e uno per ciascuna delle cinque scuole – e aggiudicandosi, insieme al primo posto, un bell’assegno da 5000 euro. «Non era semplice, avevo meno di sette minuti per spiegare un argomento molto complesso: come si sono formati i buchi neri primordiali. L’ho fatto ricorrendo a un parallelismo con i nostri alberi genealogici», dice Pezzulli a Media Inaf. E i soldi del premio, come se li spenderà? «Essendo in una fase lavorativa molto precaria, mi sa che per il momento me li metto sotto il cuscino…».

Andrea Longobardo (con l’assegno in mano), secondo classificato nonché vincitore ex aequo del premio “Futuro”, ricercatore all’Inaf Iaps di Roma. Fonte: pagina Facebook di GiovedìScienza

La premiazione si è svolta ieri, giovedì 9 maggio, al Salone del Libro di Torino, e sul podio insieme a Pezzulli c’era anche un altro astrofisico, Andrea Longobardo. Secondo classificato per GiovedìScienza, Longobardo ha poi vinto – a pari merito con Emilia Petronijevic del Dipartimento di scienze di base e applicate per l’ingegneria della Sapienza – il “Premio Futuro” per il miglior studio di fattibilità. Il suo argomento erano le microbilance, ed è all’intero team della pluripremiata microbilancia Cam – del quale fanno parte, oltre a Longobardo, anche Ernesto Palomba e Fabrizio Dirri, tutti dell’Inaf Iaps di Roma – che è andato l’assegno da 1500 euro.

«Il premio “Futuro” proprio a me, che ero il più “anziano” fra i dieci partecipanti…», scherza Longobardo, che con i suoi 35 anni di prospettive per il futuro ne ha ovviamente in abbondanza. E ha già ben chiaro anche di cosa si occuperà nei prossimi mesi. «Continuerò a dedicarmi alla missione Rosetta, che sebbene sia terminata sta ancora fornendo molti dati. E al progetto delle microbilance, sia per impieghi spaziali sia qui, sulla Terra, per il monitoraggio delle polveri sottili».

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